Regno Unito: Johnson lascia Downing Street, testimone passa a Liz Truss
L'ex premier: "Sono fiero del lavoro fatto, ora voglio tornare a lavorare dietro le quinte".
(Prima Notizia 24)
Martedì 06 Settembre 2022
Roma - 06 set 2022 (Prima Notizia 24)
L'ex premier: "Sono fiero del lavoro fatto, ora voglio tornare a lavorare dietro le quinte".
E' avvenuto questa mattina, a Downing Street, il "passaggio di testimone" tra Boris Johnson e Liz Truss come neopremier del Regno Unito. Nel suo ultimo discorso, di fronte alla famiglia e ai suoi sostenitori, Johnson si è definito fiero di quanto fatto dal suo governo in questi ultimi 3 anni, soprattutto per il sostegno in termini militari all'Ucraina, che potrebbe ribaltare l'esito "della peggiore guerra in Europa in 40 anni" e la riduzione del tasso di disoccupazione.

Una parte delle colpe per la crisi attuale è da attribuire, aggiunge, a Vladimir Putin, che in ogni caso non potrà "bullizzare" gli inglesi. Johnson ha proseguito dicendo di avere intenzione di "tornare all'aratro" e lavorare come politico dietro le quinte, dando una conferma indiretta di voler tenere il proprio seggio come deputato, in modo da fornire "il sostegno più fervido" all'ex Ministra degli Esteri, Liz Truss, che ieri è stata nominata come nuovo capo dei Tories, e che sarà la nuova premier in seguito al passaggio di consegne tra le mani della Regina Elisabetta nella tenuta reale di Balmoral, in Scozia.

Congedandosi da Downing Street, Johnson ha anche ringraziato appassionatamente "il popolo britannico".

Nata nel 1975, Liz Truss sarà la terza donna, dopo Margaret Thatcher e Theresa May, anche loro conservatrici, a ricoprire il ruolo di premier del Regno Unito. A lei, quindi, spetterà il difficile compito di prendere le redini della legislatura e scuotere il Regno Unito, che sta affrontando la crisi economica, promettendo un'accelerazione verso destra mai vista prima.

Ministro degli Esteri sotto il governo guidato da Johnson, la Truss è stata nominata ieri come nuova leader del partito Tory, che costituisce la maggioranza a Westminster, sconfiggendo al ballottaggio tra gli iscritti al partito l'ex Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, 42 anni, le cui dimissioni a luglio avevano aperto la crisi di governo.

Il Presidente del Comitato 1922 (che vigila sulle votazioni all'interno del partito), Sir Graham Brady, ha reso noto che la Truss ha ottenuto il 57,4% su 172 mila voti, mentre Sunak ha avuto il 42,6%: si tratta di un vantaggio netto, sebbene inferiore rispetto a quanto si attendevano alcuni sondaggi - e inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto ai risultati ottenuti da BoJo nel 2019 -, ma quanto basta perchè lei venga nominata sia leader di partito sia come nuova premier.

La sua nomina, ieri, è stata accompagnata dall'ovazione da parte dei membri del partito, riunitisi a Westminster proprio nel giorno della riapertura del Parlamento. Dopo la sua nomina, la Truss ha tenuto il suo primo discorso in qualità di leader di partito, dicendosi pronta a succedere a Johnson anche come premier, con il passaggio di consegne nelle mani della Regina Elisabetta, che si terrà a Balmoral poichè i medici hanno sconsigliato alla monarca 96enne di fare ritorno a Londra per ragioni di salute.

Vestita di un abito blu, in tono con i colori del partito, la Truss ha riaffermato le parole d'ordine di una piattaforma "coraggiosa", essendo una "vera conservatrice", che si richiama al mito della "Lady di Ferro" Thatcher, e all'intenzione di voler proseguire con il programma, se non sui tratti più discutibili del suo comportamento, rispetto a BoJo, che lo scorso anno l'aveva messa a capo del Foreign Office, e che ieri ha ricevuto un omaggio dal Presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky.

La Truss si è detta intenzionata a voler proseguire con la linea dettata in politica estera, specialmente nell'intenzione di continuare ad appoggiare militarmente Kiev contro Mosca, anche attraverso il deterrente nucleare, e di non voler cedere nel braccio di ferro con l'Ue in merito ai protocolli per il Nord Irlanda e sugli altri dossier aperti dopo la Brexit. In ambito economico, la Truss mantiene un atteggiamento più rigido e liberista, più che promettendo sostegni alle famiglie per fronteggiare la crisi economica dovuta all'energia, tagliando le tasse in modo generalizzato, in primis per i ricchi, in modo da favorire "la crescita sulla redistribuzione".

Numerosi sono gli esponenti della politica internazionale che si sono congratulati con la Truss per la sua nomina a leader dei Conservatori e come neopremier: la Presidente della Commissione Europea ha espresso l'augurio-avvertimento che Londra abbia "un rapporto costruttivo" con Bruxelles, basato sul "rispetto dei nostri accordi". Congratulazioni sono giunte anche da Mario Draghi, Giorgia Meloni, e dalla Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola.

Secondo quanto riporta l'agenzia Tass, il Cremlino non crede che ci saranno cambiamenti nei rapporti con Londra. Inoltre, secondo il Ministro russo degli Esteri, Serghiei Lavrov, Truss "cerca di compensare la perdita di influenza della Gran Bretagna in Europa con azioni aggressive riguardo alla situazione in Ucraina".

Per quanto riguarda Westminster, è già scoppiata la polemica: il leader dei Laburisti, Keir Starmer, ha manifestato la volontà di denunciare immediatamente il taglio del fisco come priorità errata, nonchè a chiedere alla neopremier dove "prenderà i soldi", a sfidarla ad affrontare il popolo e vedere se otterrà la legittimazione, che al momento non c'è, dato che non sono all'orizzonte elezioni anticipate, escluse proprio dalla Truss, che intende voler arrivare alla conclusione della legislatura, fissata a "fine 2024".

Tuttavia, la neopremier potrebbe essere obbligata a passare l'esame elettorale, dati i nuovi contrasti interni al Partito Conservatore, già oggetto d'interesse del Mirror, non escludendo nemmeno la possibilità che avvenga un golpe per cercare di reinserire Johnson a capo dell'esecutivo: sebbene abbia dichiarato il suo sostegno alla Truss, infatti, BoJo resta comunque dietro di lei, come una grande ombra.

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