Regno Unito, stop al bando dei social per i minori: la Camera dei Comuni dice no al modello australiano

Il governo Starmer si riserva il potere di intervenire con restrizioni future.

(Prima Notizia 24)
Martedì 10 Marzo 2026
Roma - 10 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Il governo Starmer si riserva il potere di intervenire con restrizioni future.

Niente muro invalicabile, per ora, tra gli adolescenti britannici e le piattaforme social. La Camera dei Comuni ha ufficialmente respinto la proposta di vietare l’accesso ai social network per tutti i minori di 16 anni, bocciando l'emendamento al Children’s Wellbeing and Schools Bill con 307 voti contrari e 173 favorevoli. La decisione segna una netta divergenza rispetto alla Camera dei Lord, che aveva spinto per una messa al bando totale sulla scia della legislazione pionieristica recentemente adottata in Australia.

Nonostante il no al divieto immediato, il governo laburista di Keir Starmer non ha intenzione di abbassare la guardia. La camera bassa ha infatti approvato il rafforzamento dei poteri normativi a disposizione della ministra della Tecnologia, Liz Kendall, la quale potrà ora imporre limiti e restrizioni ai servizi social per determinate fasce d’età senza la necessità di nuovi passaggi parlamentari. Si tratta di una strategia di "flessibilità vigile": Downing Street preferisce non ricorrere a un bando tout court, considerato da molti inefficace e illiberale, ma si dota degli strumenti legali per intervenire tempestivamente qualora le piattaforme non garantissero la sicurezza dei ragazzi.

Questo posizionamento arriva in un momento di estrema tensione tra Londra e i colossi della Silicon Valley, specialmente dopo lo scandalo dei deepfake sessuali generati dall'intelligenza artificiale che ha coinvolto anche minorenni. Sebbene il premier Starmer abbia già avviato una stretta contro i contenuti "illegali e spregevoli" prodotti dai chatbot, ha scelto di non formalizzare ancora il divieto totale dei social agli under 16, una misura che continua a dividere il suo stesso gabinetto e che trova la ferma opposizione delle destre britanniche. La sfida si sposta ora sulla capacità dei singoli ministeri di utilizzare i nuovi poteri per obbligare i giganti del tech a una protezione reale degli utenti più giovani.


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