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Ho letto – scrive Matteo Renzi questa mattina- centinaia di opinioni sul caso Giambruno, dal nome dell’ex compagno della premier. Non intendo aggiungere la mia, non commento questa vicenda. Io parlo di politica. Per me Giorgia Meloni va giudicata per la sua azione di Governo, non per ciò che accade nella sua famiglia. Ed è sulla sua capacità di raggiungere gli obiettivi che vorrei fosse valutata dai cittadini, non da altro”.
Un incipit che dà a Matteo Renzi l’opportunità di affrontare un’analisi generale del sistema-Paese.
“L’Italia purtroppo sta peggio di un anno fa. La vita costa più di un anno fa e non è solo un problema di inflazione che deriva dal contesto geopolitico ma anche di scelte sbagliate del Governo. Ricordatevi sempre che questo è il Governo che ha dato 892 milioni alla serie A e ha tagliato sulla cultura, a cominciare dai diciottenni (qui il mio video sulla 18App). E durante il question time di giovedì interrogherò il Ministro Giorgetti – a nome del gruppo Italia Viva/Il Centro/Renew Europe – sulla vicenda incredibile della fuga dei cervelli (altro video qui). Giovedì pomeriggio il mio question time sarà in diretta, anche su facebook”.
Come dire? La sfera privata di un politico va difesa ed appartiene solo a lui, ma il dibattito politico sui problemi reali non può fermarsi.
Ma anche sulla situazione internazionale Matteo Renzi ha qualcosa da dire.
“In queste settimane ho avuto modo di sentire o incontrare molte personalità da tutto il mondo. E credo davvero che viviamo una stagione molto difficile. O la comunità internazionale ha la capacità di tornare alla politica e gestire i tanti dossier aperti con una visione di saggezza e di lungo periodo o rischiamo di seminare polveriere nel mondo. Un mondo senza bussola, nel quale l’Europa appare la bella addormentata nel bosco. Che poi sul bella si può discutere, sull’addormentata no. Il dramma in Terra Santa dopo la criminale violenza terrorista di Hamas, i problemi legati all’Africa subsahariana e al Mar Cinese, la crisi nei Balcani, la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, sono solo alcuni dei vari temi che andrebbero affrontati con una visione d’insieme se solo ci fossero istituzioni capaci di fare il proprio lavoro. Invece le organizzazioni internazionali sono sempre più ostaggio delle loro burocrazie e della loro mediocrità”.
Renzi è convinto che non tutto quello che si doveva o poteva fare è stato fatto.
“L’Unione Europea non si rende conto che è il momento della sveglia, pena la progressiva scomparsa di Bruxelles da tutti i tavoli che contano. Dite che sono esagerato? Magari, mi piacerebbe esserlo. Ma temo sia la verità”.
E qui la conferma di una notizia che era già circolata nelle settimane scorse tra il mondo politico.
“Anche per questo -dice Matteo Renzi- ho scelto di candidarmi per il prossimo 9 giugno”.
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