
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 28 Agosto 2026
Roma di notte, Schiuma e UGL chiedono chiarezza sui Tutor: accesso agli atti sui costi del progetto
Fratelli d’Italia e UGL Sicurezza Civile contestano il modello scelto dal Campidoglio per la gestione della movida e chiedono di conoscere spese, convenzioni e risultati dei “Tutor della Notte”. Schiuma: «Informazione e assistenza possono essere utili, ma non sostituiscono la sicurezza».
di Andrea Valenti
Il progetto dei “Tutor della Notte” finisce al centro del confronto politico sulla sicurezza nella Capitale. Fabio Schiuma, responsabile del Dipartimento “La Città della Notte” di Fratelli d’Italia Roma, e UGL Sicurezza Civile hanno annunciato la presentazione di una richiesta di accesso agli atti a Roma Capitale per verificare costi, modalità di impiego e risultati dell’iniziativa.
Il punto sollevato riguarda soprattutto il ruolo attribuito ai Tutor, impiegati nelle aree della movida per attività di informazione, assistenza e prevenzione.
Secondo Schiuma e UGL, però, queste figure non possono essere considerate una risposta sufficiente ai problemi di sicurezza che possono verificarsi durante la notte.
«I Tutor della Notte possono svolgere attività di informazione e assistenza, ma non sono operatori di sicurezza, non hanno poteri di intervento e non possono essere la risposta a risse, aggressioni, spaccio e violenza», sostengono nella nota.
Il giudizio nei confronti della strategia del Campidoglio è quindi fortemente critico. Schiuma e UGL chiedono un modello che, accanto alle iniziative di prevenzione sociale, preveda una maggiore integrazione tra Forze dell’Ordine, operatori professionali della sicurezza, tecnologie e trasporto pubblico.
La richiesta di accesso agli atti
Il confronto si sposta ora anche sul piano economico.
Secondo quanto riportato nella nota, il Campidoglio avrebbe previsto fino a 150 Tutor, mentre nella prima fase sarebbero stati selezionati circa 60 volontari attraverso 12 Enti del Terzo Settore.
L’avviso richiamato da Schiuma e UGL prevederebbe rimborsi fino a 5.100 euro per équipe per 17 turni, con un massimale di 300 euro per squadra a serata.
Per conoscere l’effettivo utilizzo delle risorse è stata quindi presentata una formale richiesta di accesso agli atti.
Nel dettaglio vengono chieste la graduatoria e le convenzioni con i 12 ETS coinvolti, il numero delle équipe e dei Tutor effettivamente utilizzati, gli impegni di spesa, gli importi riconosciuti ai singoli enti, le rendicontazioni, le determine di liquidazione e le somme realmente corrisposte.
La richiesta riguarda anche gli eventuali finanziamenti destinati alla prosecuzione del progetto.
«Quando avremo gli atti potremo valutare costi e risultati», sottolineano Schiuma e UGL.
Il confronto sul modello di sicurezza notturna
Nel documento viene richiamata anche la proposta sulla sicurezza integrata della Regione Lazio, che prevede protocolli specifici per la notte e un “Pass per la sicurezza” finalizzato, tra l’altro, a favorire l’impiego di guardie particolari giurate sui mezzi pubblici.
Per Schiuma questo sarebbe un approccio più vicino alle esigenze reali della Capitale.
Il messaggio indirizzato al sindaco Roberto Gualtieri è esplicito: «La sicurezza è una cosa seria».
Le espressioni più polemiche utilizzate nella nota – dai riferimenti ai gazebo e alle bottigliette d’acqua fino ai precedenti “kit antisbornia” – rientrano nella critica politica rivolta all’amministrazione capitolina. Il nodo sostanziale, però, resta quello dell’efficacia del modello.
Secondo Schiuma e UGL, l’assistenza ai giovani e l’informazione preventiva possono avere una loro utilità, ma devono essere inserite in una strategia più ampia.
«Roma di notte ha bisogno di prevenzione, professionalità e presenza efficace sul territorio», concludono, chiedendo che il dibattito sulla movida e sulla sicurezza notturna venga accompagnato anche da una valutazione trasparente dei costi e dei risultati ottenuti.
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