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  • Mosca - Venerdì 10 Luglio 2026

Russia: Putin riunisce il governo, la situazione carburanti resta critica

Dal vicepresidente dell'esecutivo, al ministro dei trasporti fino al governatore di Sebastopoli, giunge, seppur mitigata da toni trionfalistici, la constatazione che la distribuzione di benzina e diesel al dettaglio resta fortemente limitata. Ribadito il divieto di esportazione e la possibilità di importazione dall'estero

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Il presidente russo Vladimir Putin ha tenuto, mercoledì 8 luglio 2026, una riunione con il governo sulla situazione dei carburanti e dei trasporti messi a dura prova dalle conseguenze dell'Operazione Militare Speciale condotta nei confronti dell'Ucraina.

La riunione di governo ha prima trattato argomenti di ordinaria amministrazione come l'istruzione e la media scolastica degli studenti russi, poi sulla situazione dei trasporti e dell'approvvigionamento di carburante al dettaglio.

Aleksandr Valentinovič Novak, Vicepresidente del Governo della Federazione Russa, ha affermato che “a seguito dei continui attacchi terroristici contro infrastrutture civili, tra cui impianti di carburante ed energia, diverse raffinerie di petrolio sono state danneggiate. Di conseguenza, la produzione di benzina e gasolio è stata temporaneamente e parzialmente ridotta”.

Su indicazione del presidente russo sono state aumentate al massimo la capacità delle raffinerie ancora in esercizio, sono state immesse sul mercato riserve di carburante, ridotto i tempi per le riparazioni ordinarie e posticipato quelle programmate, è stato fatto divieto totale di esportazione di benzina e carburante per aerei e sfruttato il potenziale delle raffinerie di petrolio di medie e piccole dimensioni.

Vorrei sottolineare che, nonostante le misure adottate, la situazione si è parzialmente stabilizzata; nel complesso, rimane critica”- ha aggiunto Novak.

Afferma inoltre che la crisi petrolifera russa dipende anche dall'incremento della domanda del settore autotrazione aumentata di un terzo.

Per tali motivi, aggiunge il vicepresidentedel governo, “l'attuale situazione presso le stazioni di servizio sta destando preoccupazione tra la popolazione” ha specificato.

Oggi abbiamo introdotto il divieto di esportazione di gasolio, che ci consentirà di aumentare le forniture al mercato interno” - ha sottolineato.

E ancora: “A luglio inizieremo anche a importare prodotti petroliferi e ad aumentare i volumi di produzione, approvvigionandoci di prodotti petroliferi con standard ambientali meno rigorosi”.

A tal proposito è stato prorogato di un altro anno l'esenzione dai dazi doganali sui prodotti petroliferi e sugli additivi importati.

Novak ha poi spiegato che il problema della distribuzione del carburante è dovuto principalmente al fatto che, su circa 29mila punti di rifornimento presenti in Russia, solo poco più di 9mila sono di proprietà di aziende verticalmente integrate come Rosneft, Gazprom Neft, Lukoil, Tatneft e Surgutneftegaz.

Le restanti sono gestite da operatori indipendenti, che in precedenza acquistavano la maggior parte del carburante sul mercato o tramite intermediari.

Negli ultimi tempistanno intessendo rapporti diretti con le compagnie petrolifere e gli operatori regionali.

Vladimir Vladimirovich – ha detto Novak rivolgendosi direttamente a Putin - stiamo prestando particolare attenzione anche alle forniture di carburante alla regione di Kaliningrad, alla Repubblica di Crimea, a Sebastopoli e alle regioni di confine”.

L'esponente governativo ha assicurato lo “Zar”di aver dato priorità ai programmi stagionali di fornitura di carburante per i produttori agricoli.

Il governo inoltre è impegnato a combattere la speculazione sulla vendita di carburanti.

Andrej Sergeevič Nikitin, ministro dei trasporti, ha invece affermato che i trasporti pubblici funzionano senza intoppi “garantendo il trasporto di merci e passeggeri”.

I principali snodi – aeroporti, stazioni ferroviarie, porti, trasporti pubblici, autostrade – sono operativi come di consueto.

Stiamo facendo tutto il possibile per fornire carburante alla penisola di Crimea” - ha aggiunto.

Il governatore di Sebastopoli, in Crimea, Mikhail Razvozhaev ha affermato che “la situazione nella penisola, a Sebastopoli, rimane difficile”.

Grazie agli sforzi colossali del settore dei trasporti e la collaborazione dei militari, la logistica è garantita e le forniture sono in aumento.

“Sebastopoli riceve attualmente, in media, solo un terzo del fabbisogno giornaliero della città” - ha aggiunto.

La precedenza viene data ai servizi essenziali e solo gli avanzi di carburante sono destinati al pubblico.

Ad aggravare la situazione è stata la distribuzione, visto che nella penisola non vi sono stazioni di servizio integrate verticalmente e questo determina un aumento sproporzionato di prezzi.

A causa di difficoltà logistiche e problemi legati agli acquisti tramite valuta estera, il prezzo nella penisola è ormai più che raddoppiato. Ad esempio, la benzina più diffusa, la AI-95, costa ora 197 rubli presso le stazioni di servizio ufficiali, mentre presso le stazioni di servizio integrate verticalmente delle compagnie petrolifere nel vicino Territorio di Krasnodar, costa 73,5 rubli”.

Intervenendo in chiusura Vladimir Putin ha sbottato: “Sì, ma mettiamoci d'accordo nell'usare una formulazione diversa, non solo 'disponibili a valutare', non solo 'da valutare', ma valutare e prendere una decisione il più rapidamente possibile”.

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