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  • Roma - Lunedì 4 Maggio 2026

Russia: Putin teme un golpe guidato da Shoigu, rafforzata sicurezza personale

Intelligence europea svela il nuovo protocollo del Cremlino: controlli su cuochi e fotografi, sorveglianza nelle case dei collaboratori e divieto di usare i mezzi pubblici. Il Presidente teme il dissenso dell'élite militare.

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Vladimir Putin vive blindato nel timore di un complotto interno. Secondo un rapporto dell'intelligence europea ottenuto dalla Cnn, il Cremlino ha adottato misure drastiche per rafforzare la sicurezza personale del Presidente russo, installando persino sistemi di sorveglianza nelle abitazioni dei suoi collaboratori più stretti.

Una paranoia giustificata, secondo il dossier, da un'ondata di assassinii di alti ufficiali e dai crescenti segnali di malcontento tra le élite di potere.

Il nuovo protocollo di protezione è rigidissimo e non risparmia nessuno: cuochi, guardie del corpo e fotografi che lavorano per il capo del Cremlino hanno ora "il divieto di utilizzare i mezzi pubblici".

Chiunque visiti Putin deve essere sottoposto a un doppio controllo, mentre chi lavora a stretto contatto con lui può utilizzare esclusivamente "telefoni cellulari senza accesso a internet".

La protezione è stata estesa anche alla sfera privata: il Presidente e la sua famiglia hanno smesso di recarsi nelle consuete residenze ufficiali nella regione di Mosca e a Valdai.

Al centro dei timori di Putin ci sarebbe una figura un tempo considerata fedelissima: l'ex ministro della Difesa e attuale segretario del Consiglio di Sicurezza, Sergei Shoigu.

Secondo il rapporto, Shoigu è "associato al rischio di un colpo di stato, poiché conserva una notevole influenza all'interno dell'alto comando militare". Il clima di sospetto è alimentato dall'arresto di Ruslan Tsalikov, storico vice di Shoigu, avvenuto il 5 marzo; un evento interpretato come "una violazione degli accordi di protezione tacita tra le élite", mossa che punta a indebolire Shoigu rendendolo un possibile bersaglio giudiziario.

Questa blindatura suggerisce una spaccatura profonda nell'apparato di sicurezza russo, alle prese con le battute d'arresto in Ucraina e le difficoltà economiche.

Dal mese di marzo, il Cremlino è ufficialmente "preoccupato dalla fuga di informazioni sensibili, dal rischio di un complotto e dal tentativo di colpo di Stato ai danni del presidente russo", portando alla riduzione drastica dei luoghi visitati regolarmente dal leader russo.

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