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  • Roma - Martedì 11 Agosto 2026

Scontro sui migranti tra Spagna e Italia: Madrid accusa Roma di fare propaganda sulla crisi di Ceuta

Il ministro Albares critica la linea del governo Meloni, mentre dalla Svezia arriva l'attacco del premier Kristersson alle politiche di regolarizzazione di Sánchez.

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Proseguono le tensioni diplomatiche tra Madrid e Roma all'indomani della crisi migratoria che ha interessato l'exclave di Ceuta e della conseguente stretta sui controlli di confine.

Durante una conferenza stampa tenuta proprio nella città autonoma, il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha criticato duramente la postura del governo italiano, sostenendo che "l’atteggiamento dell’Italia non è stato di solidarietà e sostegno alla Spagna, come invece ha fatto la stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea. Piuttosto è stato probabilmente dettato da interessi di parte, un tentativo di sfruttare questa situazione senza precedenti per le esigenze elettorali interne del governo italiano".

Il titolare della diplomazia iberica ha espresso forte perplessità per le restrizioni proposte da Roma sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna, evidenziando che "ciò che sorprende è che sia il paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, il doppio rispetto alla Spagna, quello che ha proposto l’introduzione di controlli per voli e navi provenienti dalla Spagna, soprattutto considerando che, quelli che in Europa vengono definiti movimenti secondari, tra Spagna e Italia sono minimi, non arrivano neanche all’1%".

Rafforzando il valore strategico dei territori d'oltremare per il blocco comunitario, Albares ha ricordato che Ceuta e Melilla "garantiscono l’integrità dello spazio Schengen" e che "tutti gli europei devono essere consapevoli del fatto che quando parliamo della frontiera di Ceuta e Melilla, parliamo della frontiera più complessa e speciale non solo dell’Europa ma del mondo. E’ la frontiera dell’Europa con l’Africa" e "pertanto non si può parlare con la leggerezza e con la frivolezza con cui ha parlato il governo italiano".

Contestualmente, il rappresentante del governo Sánchez ha annunciato l'intenzione di rimpatriare tutte le persone entrate illegalmente nell'exclave tra il 30 e il 31 luglio, confermando l'intesa con le autorità di Rabat: "Stiamo lavorando per accelerare il rimpatrio in Marocco di coloro che sono entrati illegalmente e che non sono ancora stati rimpatriati. Il mio omologo marocchino e tutte le istituzioni competenti hanno espresso la loro piena disponibilità a rimpatriare immediatamente tutte queste persone".

Sul fronte opposto, la linea adottata dalla Spagna ha sollevato riserve in ambito europeo. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha bocciato i provvedimenti di regolarizzazione promossi dal premier Pedro Sánchez definendoli una "pessima idea" e paventando il rischio di un ritorno alle criticità registrate a livello continentale nel 2015. L'iniziativa spagnola, criticata anche dai vertici istituzionali di Italia, Germania e Danimarca dopo gli ingressi di massa a Ceuta a fine luglio, ha spinto il leader conservatore svedese a ribadire la necessità di mantenere la massima cautela, sottolineando come "dobbiamo ancora stare molto, molto attenti a non agire in un modo che possa anche solo avvicinarsi a quanto accaduto nel 2015. Credo che la Spagna abbia recepito il messaggio, ma mostra la sua vulnerabilità".

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