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  • Martedì 28 Aprile 2026

Sicurezza sul lavoro: l'Italia conta 792 vittime nel 2025, quest'anno focus sul benessere psicosociale

Nella Giornata Mondiale promossa dall'OIL emergono dati allarmanti: orari eccessivi e stress uccidono quanto gli infortuni fisici. In Italia aumentano i decessi tra i 55 e i 64 anni e gli incidenti in itinere.

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Il 28 aprile si celebra la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, istituita dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) per sensibilizzare istituzioni e imprese sulla tutela della salute dei lavoratori.

In Italia il bilancio resta drammatico: i dati Inail diffusi lo scorso febbraio rivelano che nel 2025 le vittime sul lavoro e "in itinere" sono state 792.

Sebbene il dato complessivo sia in lieve calo, preoccupa l'incremento dei decessi nelle fasce d'età più mature, in particolare tra i 55 e i 64 anni, passati da 279 a 300 casi, e l'aumento degli incidenti avvenuti durante il tragitto casa-lavoro, che hanno fatto registrare 293 vittime.

L'edizione del 2026 sposta l'attenzione su una dimensione spesso trascurata ma vitale: il benessere psicosociale. Questo concetto non riguarda solo l'integrità fisica, ma coinvolge fattori determinanti come la precarietà, il carico e l'orario lavorativo, la chiarezza dei ruoli, l'autonomia e il supporto ricevuto all'interno dell'azienda.

Secondo il rapporto globale pubblicato dall'OIL, la mancanza di processi equi e trasparenti non mina solo la salute individuale, ma ha ripercussioni dirette sulla produttività delle imprese e sull'intero sistema economico mondiale.

I dati statistici contenuti nel documento internazionale sono impressionanti: i rischi psicosociali causano ogni anno la morte di 840.000 persone a causa di malattie cardiovascolari, come ictus e cardiopatie ischemiche, oltre a disturbi mentali gravi come la depressione. Queste patologie sono strettamente collegate a ritmi insostenibili: l'OIL stima infatti che il 35% dei lavoratori a livello globale superi le 48 ore settimanali.

A peggiorare il quadro contribuisce la persistenza di fenomeni di bullismo e violenza sul posto di lavoro, subiti almeno una volta dal 23% dei dipendenti nel mondo.

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