
- Prima Notizia 24
- Martedì 28 Aprile 2026
Spionaggio a favore di Mosca, condannati due imprenditori a Milano: "Si misero a disposizione come spie filorusse"
Pene fino a 2 anni e 6 mesi per i due titolari di una società brianzola. Tra i piani, la mappatura delle zone cieche delle città e il "proposito di installare dashcam su taxi" per raccogliere dati sensibili.
La sezione distrettuale antiterrorismo di Milano ha ottenuto la condanna di due imprenditori brianzoli, rispettivamente di 34 e 60 anni, accusati di essersi prestati ad attività di collaborazione con l'intelligence russa.
La sentenza, emessa oggi dalla Gup Angela Minerva al termine di un processo con rito abbreviato, ha stabilito pene di 2 anni e 6 mesi per il primo e 2 anni e 2 mesi per il secondo.
I due erano finiti sotto la lente del Ros dei carabinieri già nel novembre 2024, quando emerse che si erano offerti come contatti operativi per i servizi segreti di Mosca, accettando in alcuni casi pagamenti in criptovalute.
Secondo la ricostruzione della Procura guidata da Marcello Viola, i due condannati erano entrati in contatto con agenti russi tramite canali Telegram e avevano iniziato a sviluppare progetti per la raccolta di informazioni strategiche sul suolo italiano.
Uno dei punti centrali dell'indagine riguardava il "proposito di installare dashcam su taxi" attraverso un "business plan" proposto ad alcune cooperative milanesi. L'idea era quella di dotare gratuitamente le vetture di telecamere da cruscotto per monitorare costantemente le strade cittadine, un sistema che avrebbe permesso una raccolta massiva di immagini e dati.
L'interesse dei due imprenditori, titolari di un'agenzia immobiliare in Brianza, si estendeva anche alla mappatura dettagliata dei sistemi di videosorveglianza urbana di Milano e Roma. Le indagini hanno rivelato una particolare attenzione per le cosiddette "zone grigie", ovvero quelle aree non coperte dalle telecamere istituzionali, la cui individuazione è considerata di estrema importanza per le attività di intelligence estera.
La giudice ha confermato l'accusa di "corruzione del cittadino da parte dello straniero", pur escludendo l'aggravante della finalità di terrorismo, evidenziando come i due "si misero a disposizione come spie filorusse" pur senza riuscire a concretizzare pienamente i loro obiettivi.
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