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- Siena - Lunedì 18 Maggio 2026
Siena: assolti i due schermidori accusati di violenza sessuale di gruppo. La vittima in lacrime: "Andrò fino in fondo per avere giustizia"
Il gup del Tribunale toscano scagiona i due schermidori italiani finiti a processo con rito abbreviato per i fatti del raduno di Chianciano Terme nel 2023. Respinta la richiesta della Procura a 5 anni e 4 mesi di reclusione.
Si chiude con una decisione radicale il primo capitolo giudiziario sul presunto caso di abusi che ha scosso il mondo della scherma italiana. "Assolti perché il fatto non sussiste": questa è la formula della sentenza pronunciata dal gup del Tribunale di Siena, Andrea Grandinetti, al termine del processo celebrato con la formula del rito abbreviato a carico di due giovani atleti della nazionale azzurra, finiti alla sbarra con la pesante imputazione di violenza sessuale di gruppo ai danni di una collega di origini uzbeke.
I fatti al centro del procedimento si sarebbero consumati durante lo svolgimento di un ritiro collegiale internazionale a Chianciano Terme, in provincia di Siena, nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 2023.
La giovane schermitrice ha voluto assistere di persona all'udienza conclusiva all'interno del palazzo di giustizia ed è scoppiata in un pianto dirotto nel momento esatto in cui il magistrato ha letto il dispositivo di assoluzione. Il verdetto del giudice ribalta completamente le conclusioni e le tesi investigative formulate dalla Procura della Repubblica senese, che, ritenendo provata la responsabilità penale dei due imputati, aveva avanzato una formale richiesta di condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per ciascuno dei giovani atleti. La reazione della parte offesa è stata immediata e intrisa di profonda amarezza.
Una volta uscita dall'aula di udienza, visibilmente scossa dal pronunciamento del giudice, la giovane atleta ha manifestato la ferma volontà di non arrendersi e di impugnare il provvedimento nei successivi gradi di giudizio: "Non ci posso credere che le cose siano andate così ma andrò fino in fondo per la mia giustizia", ha dichiarato tra le lacrime la campionessa estera, ribadendo la propria versione dei fatti e la richiesta di accertamento della verità.
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