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  • Roma - Mercoledì 9 Settembre 2026

Sigfrido Ranucci esclude la politica: "Non mi candido, do più fastidio con Report"

Il giornalista smentisce l'esistenza di chat segrete con Lavitola. Sul fronte delle indagini per l'attentato subito, la Procura di Roma avvia le procedure per l'estradizione di Tavares dall'Africa.

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"Non faccio politica, non mi candido, perché do più fastidio come conduttore di Report e voglio fare il conduttore di Report". Con queste parole Sigfrido Ranucci ha fugato ogni voce su un suo possibile impegno elettorale, a margine della festa di AVS 'Terra!' a Roma dove è intervenuto per presentare la sua ultima pubblicazione.

L'ex conduttore del programma d'inchiesta ha inoltre precisato la sua presenza all'evento: "Essere qui mi rende leader della sinistra? No, vengo a presentare il mio libro, come autore", aggiungendo sul proprio futuro professionale: "Se non dovessi esserci possibilità di reintegro? Ci sta, non preoccuparti. Se non faccio questo, faccio un’altra cosa da un’altra parte, continuerò a fare il giornalista".

Nel corso dell'incontro, il giornalista ha smentito seccamente le indiscrezioni relative a presunti contatti riservati con l'imprenditore Valter Lavitola: "Non ci sono chat segrete, è una cazzata", ha affermato in merito alle voci su conversazioni scambiate attraverso la piattaforma di messaggistica criptata Signal.

Nel frattempo proseguono le indagini giudiziarie sull'attentato orchestrato ai danni dello stesso Ranucci. La Procura di Roma e la Direzione distrettuale antimafia si apprestano a richiedere l'estradizione dall'Africa di Gomes Tavares, cittadino camerunense attualmente latitante, ritenuto dalla magistratura l'anello di congiunzione tra Lavitola e i quattro soggetti arrestati con l'accusa di essere gli esecutori materiali dell'intimidazione.

In attesa della traduzione degli atti in lingua francese necessaria all'invio della rogatoria internazionale, gli inquirenti stanno completando le analisi informatiche sui computer e gli smartphone sequestrati a Lavitola. Tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre il giornalista potrebbe essere nuovamente convocato in Procura come persona informata sui fatti.

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