Sisma Centro Italia, Castelli: "Molto è stato fatto e stiamo facendo, ma sappiamo che non basta"
"Moltissimo resta ancora da fare rispetto a un evento che non ha precedenti nella storia repubblicana".
(Prima Notizia 24)
Martedì 22 Agosto 2023
Rieti - 22 ago 2023 (Prima Notizia 24)
"Moltissimo resta ancora da fare rispetto a un evento che non ha precedenti nella storia repubblicana".
"A poche ore da questa data indelebile per la storia non solo dell'Italia Centrale, ma di tutto il Paese, il primo pensiero va alle 299 vittime della tragedia che il 24 agosto di 7 anni fa investì i Comuni di Accumoli, Amatrice e Arquata.

A loro e ai loro cari dobbiamo, oltre al doveroso e commosso omaggio, la preservazione del ricordo e della memoria, la ricostruzione di questi luoghi e la creazione delle condizioni che consentano all'Appennino centrale non solo di tornare alla normalità, ma di poter crescere attraverso un modello di sviluppo trainato dai principi di sicurezza e sostenibilità.

E' il compito che ci siamo posti attraverso la riparazione economico-sociale, l'altro pilastro che deve accompagnare la ricostruzione".

Così il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione post-sisma del 2016, Guido Castelli.

"Si tratta di una missione nella quale siamo impegnati quotidianamente, consapevoli del fatto che a 7 anni dal sisma del Centro Italia molto è stato fatto e si sta facendo, ma sappiamo che non basta.

Moltissimo resta ancora da fare rispetto a un evento che non ha precedenti nella storia repubblicana, dal momento che gli sfollati furono 41mila, il territorio coinvolto è popolato da 600 mila abitanti, l'area del cratere è di 8mila km quadrati e il danno complessivo stimato è di 28 miliardi di euro", prosegue.

"In questi anni abbiamo registrato troppe false partenze e alcune gravi criticità esterne che hanno ritardato la ricostruzione: la pandemia, l'inflazione con la conseguente esplosione dei costi delle materie prime e, non ultima, la scelta di molte imprese di abbandonare l'area del sisma per occuparsi altrove del 110%.

Tutto ciò non può costituire una giustificazione rispetto ai pesanti ritardi accumulati ma deve, semmai, essere un elemento di consapevolezza e di sprone nel cimentarci in una opera di tali dimensioni. Sta a noi realizzarla per chi c'era, per chi è rimasto e per chi tornerà", conclude Castelli.

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