Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il cappellano di Mediterranea, Don Mattia Ferrari, scuote le coscienze: "Fratelli risucchiati dall'indifferenza".
Il cappellano di Mediterranea, Don Mattia Ferrari, scuote le coscienze: "Fratelli risucchiati dall'indifferenza".
Il bilancio del ciclone Harry nel Mediterraneo rischia di trasformarsi nella più grande catastrofe migratoria dell'ultimo decennio. Mentre i dati ufficiali delle autorità marittime parlano di 380 persone svanite nel nulla, l'organizzazione Mediterranea Saving Humans lancia un grido d'allarme basato sulle testimonianze raccolte a Sfax, in Tunisia: i dispersi potrebbero essere mille.
Decine di imbarcazioni, partite durante la tempesta, sono state inghiottite dal silenzio, senza mai raggiungere le coste europee né rientrare nei circuiti dei centri di detenzione nordafricani.
La tragedia ha immediatamente innescato una durissima reazione istituzionale. Il Vicepremier Antonio Tajani ha puntato il dito senza mezzi termini contro la filiera del traffico: "I trafficanti sono criminali assassini che mandano deliberatamente le persone a morire in un mare in tempesta".
Di contro, l'opposizione e le ONG denunciano un vuoto di responsabilità da parte degli Stati. Enrico Borghi (Italia Viva) ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente per squarciare il "clima di disinteresse" dell'esecutivo, chiedendo conto delle operazioni di ricerca per chi è in mare ormai da dieci giorni.
Laura Marmorale, presidente di Mediterranea, rincara la dose: "Italia e Malta tacciono e non muovono un dito".
A dare voce alla dimensione etica del dramma è il cappellano di Mediterranea, Don Mattia Ferrari, che parla di un "grido dei poveri" avvolto dal silenzio mediatico e istituzionale. "Donne, uomini e bambini sono stati risucchiati dal mare a causa dell'ingiustizia e dell'assenza di soccorso", ha dichiarato il sacerdote, invocando un sussulto morale collettivo: "Se perdiamo la nostra umanità davanti a questi drammi, abbiamo perso tutto".
APPUNTAMENTI IN AGENDA