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  • Savona - Lunedì 22 Giugno 2026

Stella (Sv): fa il saluto fascista in un video social, si dimette il vicesindaco del paese natale di Pertini

Un filmato ritrae Maurizio Donati impegnato in un gesto nostalgico sulle note dell'inno 'Giovinezza'. Le dimissioni sono arrivate dopo la condanna dell'Anpi e un confronto con il sindaco.

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Un clamoroso caso politico scuote il Comune di Stella, in provincia di Savona, località nota alla storia per aver dato i natali al Presidente partigiano Sandro Pertini: il vicesindaco Maurizio Donati ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni immediate dalla carica istituzionale a seguito della diffusione sulle piattaforme di rete sociale di un filmato dal contenuto inequivocabile.

Nella clip l'esponente della giunta viene ritratto mentre effettua il saluto fascista con il braccio teso, muovendosi a tempo di musica sulle note di 'Giovinezza'.

La vicenda, resa nota dal Secolo XIV e dalla Stampa, ha innescato una rapidissima sequenza di reazioni che ha spinto l'amministratore a un chiarimento d'urgenza con il sindaco Andrea Castellini, culminato nella decisione di fare un passo indietro.

L'episodio ha suscitato la ferma e immediata riprovazione da parte della sezione savonese dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). I rappresentanti del sodalizio hanno bollato l'accaduto come un fatto di estrema gravità, rimarcando l'incompatibilità tra la condotta esibita nel video e i doveri connessi a una carica pubblica, la quale richiederebbe il pieno rispetto della Costituzione repubblicana e antifascista.

Di fronte alla portata della contestazione e per evitare che la polemica potesse compromettere la stabilità dell'esecutivo locale, il vicesindaco ha scelto la via dell'assunzione di responsabilità, formalizzando l'abbandono del proprio ruolo con una nota ufficiale: “Non intendo nascondermi dietro a scuse di circostanza — ha spiegato Donati -, cosa che non ho mai fatto nei miei 25 anni di amministrazione di questa comunità. L'amarezza e il dispiacere per aver preso parte a un gesto così goliardico sono profondi, amplificati soprattutto dalla consapevolezza del ruolo istituzionale che ho l'onore di ricoprire. Per questo motivo, agendo con la massima onestà intellettuale e per rispetto nei confronti dei cittadini e delle istituzioni”.

L'ex numero due del Municipio ligure ha concluso la propria riflessione definendo l'addio alla poltrona come un atto “doveroso - prima che le mie azioni personali possano in alcun modo creare instabilità all'amministrazione comunale e al Comune che abbiamo l'onore di rappresentare. La tutela delle istituzioni deve sempre venire prima dei singoli”.

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