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  • Mercoledì 22 Aprile 2026

Suprematismo online: smantellata rete neonazista, un arresto, Coinvolti nove minorenni

Inchiesta a Milano sulla chat "Terza posizione": il gruppo sognava squadre d'azione e una nuova marcia su Roma tra apologia della Shoah e miti del suprematismo bianco.

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Una vasta operazione coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Procura per i minorenni di Milano ha portato allo smantellamento di una pericolosa rete online di giovani estremisti, culminata con l'arresto di un 19enne di Pavia e il coinvolgimento di numerosi adolescenti.

Il giovane arrestato, ora ai domiciliari con l'accusa di propaganda e istigazione a delinquere aggravata dall'odio razziale, è considerato il promotore e amministratore di una chat denominata "Terza posizione".

Lo spazio virtuale, accessibile a circa un centinaio di utenti, era diventato un hub per la diffusione di materiali neofascisti, neonazisti e contenuti apertamente antisemiti, inclusa la minimizzazione della Shoah e l'apologia del genocidio ebraico.

L'inchiesta della Digos ha svelato un universo ideologico inquietante, dove la narrativa neonazista si mescolava alla cosiddetta "white jihad", una fusione tra radicalismo di destra e richiami al terrorismo jihadista uniti dall'odio comune verso il popolo ebraico.

All'interno del gruppo venivano esaltati gli autori di stragi suprematiste come Brenton Tarrant (Christchurch) e Stephan Balliet (Halle).

Le perquisizioni, eseguite in tutta Italia, hanno riguardato quindici soggetti, di cui nove di età inferiore ai 18 anni, confermando l'allarmante diffusione di tali ideologie tra i giovanissimi monitorati dalla magistratura minorile.

Dalle intercettazioni telematiche sono emersi progetti deliranti, come la rifondazione delle "Squadre d'Azione dei fasci di combattimento" e l'organizzazione di una nuova "Marcia su Roma".

Nei messaggi analizzati dagli inquirenti, gli utenti si scambiavano direttive operative: "Su un altro gruppo si stanno organizzando per ogni provincia dobbiamo farlo anche noi - Marcia su Roma", scriveva il 13 febbraio 2025 un minore identificato come "Lups SS".

Altri partecipanti rispondevano pronti all'azione, sebbene i leader invitassero alla cautela, preferendo per il momento "solo incontri di camerati in centro sud e nord".

L'operazione ha stroncato sul nascere il tentativo di trasformare la propaganda virtuale in una struttura eversiva fisica sul territorio nazionale.

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