Tajani in Cina: missione per il riequilibrio commerciale e la pace in Medio Oriente

Il vicepremier atterra a Pechino e Shanghai per una tre giorni di vertici economici e diplomatici. Al centro dell'agenda la correzione della bilancia dei pagamenti, la sicurezza delle rotte marittime e l'inaugurazione di una grande mostra del Rinascimento italiano.

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Mercoledì 15 Aprile 2026
Roma - 15 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il vicepremier atterra a Pechino e Shanghai per una tre giorni di vertici economici e diplomatici. Al centro dell'agenda la correzione della bilancia dei pagamenti, la sicurezza delle rotte marittime e l'inaugurazione di una grande mostra del Rinascimento italiano.

Il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, inizia domani una missione strategica di tre giorni in Cina che toccherà Pechino e Shanghai.

L'obiettivo primario è duplice: da un lato correggere lo squilibrio commerciale tra i due Paesi e dall'altro consolidare il ruolo di mediatore di Pechino nelle turbolenze internazionali.

La missione offrirà “un’occasione preziosa per discutere del ruolo di Pechino per la pace”, come sottolineato dallo stesso Tajani, che ha ribadito come “il governo è in prima linea nell’impegno internazionale per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.

Proprio la stabilità delle rotte marittime rappresenta un punto di convergenza, dato che la Cina importa attraverso Hormuz oltre il 45% del suo greggio e ha proposto un piano di pace in cinque punti per porre fine alle ostilità nell'area.

Sul fronte economico, Tajani presiederà con il ministro Wang Wentao la 16ma Commissione economica mista. I numeri del 2025 parlano di un interscambio record di quasi 75 miliardi di euro, ma con una forte dipendenza italiana: la Cina contribuisce infatti al 63% delle importazioni totali dell'area asiatica.

Anche i dati Istat dei primi mesi del 2026 confermano il trend, con le importazioni cinesi che crescono al doppio della velocità delle esportazioni italiane.

Il ministro punterà a rimuovere le barriere non tariffarie e a migliorare le condizioni per le imprese italiane, cercando di ridurre il divario anche negli investimenti diretti e di mitigare la dipendenza dai minerali critici controllati da Pechino.

La missione non dimentica il "soft power" culturale. Tajani inaugurerà al National Art Museum of China una prestigiosa mostra dedicata ai capolavori del Rinascimento italiano, con 36 opere provenienti dalle Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, tra cui lavori di Leonardo, Caravaggio e Botticelli.

Questa visita si inserisce nel fitto calendario di incontri di alto profilo seguiti all'uscita dell'Italia dalla Nuova via della seta, confermando la volontà di mantenere un dialogo che il ministro Wang Yi ha definito essenziale per “offrire soluzioni congiunte, razionali e pragmatiche alle urgenti problematiche globali”.

Secondo Pechino, in un'epoca di disordini, i due Paesi devono “fungere congiuntamente da forza per la pace e la stabilità mondiali, oltre che impegnarsi senza sosta per promuovere la costruzione di un sistema di governance globale più giusto ed equo”, superando con pragmatismo ogni ostacolo.


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