"Le sottoscritte Associazioni di Categoria in rappresentanza del trasporto pubblico non di linea Taxi, segnalano al Capo del Governo, ai Ministri competenti, ai membri del Senato e della Camera, ai Presidenti delle Commissioni Trasporti, Bilancio, Programmazione Economica, Lavoro, Affari Costituzionali; Ambiente, la situazione insostenibile che investe il settore".
Così Confartigianato Taxi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Cna Fita Taxi, Legacoop Produzione e Servizi, Unica Filt Cgil e Uri in un messaggio indirizzato al premier Mario Draghi, al Ministro dei Trasporti Enrico Giovannini, al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e al Ministro del Lavoro Andrea Orlando.
"Il settore è investito da una grave crisi dovuta alla pandemia, si stima un fatturato perso di 2,1 mld nel biennio, le prospettive sono incerte, la ripresa problematica, vi è la necessità di interventi specifici, la recente crisi internazionale determina un ulteriore periodo di incertezza economica presumibilmente per tutto il 2022 e 2023, per tali ragioni, pena la scomparsa del settore di migliaia di imprese e di addetti, sono necessari alcuni interventi cosi riassumibili:
a. “Sostegni ter”: allargare al trasporto pubblico non di linea (Taxi e NCC), la platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto previsti nel Decreto;
b. Esonero contributi INPS per l’anno 2022;
c. DL “Sostegni ter”: proroga del buono viaggio anche per il 2022 con semplificazione delle procedure;
d. effettiva integrazione TPL, la norma lo consente, ma, sono state evidenziate le difficoltà con Regioni e Comuni per attuarla, sarebbe possibile destinare una quota delle assegnazioni dei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale al trasporto pubblico non di linea (taxi e NCC), utilizzandoli, ad esempio, nell’attuazione dei piani degli spostamenti casa-lavoro da parte dei Mobility manager, laddove il numero dei trasportati sia compatibile con le possibilità dei veicoli;
1. Aumento del costo dei carburanti. Il settore non è più in grado di reggere all’aumento del prezzo alla pompa, servono interventi urgenti nei Decreti da emanare “Energia” o “infrastrutture”.
2. Tali provvedimenti non sono più differibili e più precisamente:
A. rivedere il sistema del rimborso delle accise attualmente in vigore,
B. Prevedere un credito d’imposta del 110% per l’acquisto di autovetture M 1 elettriche o ibride, in modo da incentivare il ricambio dei veicoli ad uso verso una transizione ecologica.
C. Prevedere l’abbattimento dell’IVA nell’acquisto di veicoli ibridi, elettrici o a motorizzazione ecologicamente (emissioni CO2) equivalente.
D. Consentire un adeguamento delle tariffe che deve avvenire attraverso un provvedimento urgente, che determini, temporaneamente, il superamento dei tempi necessari per l’emissione del parere consultivo della Autorità dei Trasporti, fonte di ritardi, oggi ingiustificati, vista la necessità immediata e non differibile di provvedimenti tempestivi, dovuta ad un incremento del costo del gasolio, del 40% nell’ultimo semestre.
E. In ragione degli obblighi minimi di servizio pubblico in capo al settore, adottare un provvedimento di sostegno dei costi di esercizio calcolato su base giornaliera chilometrica che tenga conto della velocità media nei centri urbani, sulla base dei dati ISTAT.
F. Introduzione del cosiddetto “carburante professionale”, con prezzo calmierato alla pompa, come già avviene per il carburante agricolo.
G. Valutare l’inserimento del settore nei provvedimenti previsti per le aziende energivore per i veicoli a ricarica elettrica.
H. Abbattimento del premio INAIL
I. Abbattimento del contributo SSN sulle polizze RCA.
In mancanza di provvedimenti concreti il settore non è più in grado di erogare il servizio e ci si dovrà fermare.
3- DDL “Concorrenza”. Ci si aspetta che il Parlamento proceda allo stralcio dell’art. 8, così come richiesto unitariamente, da molte Associazioni di categoria, in rappresentanza di tutto il comparto trasporto persone (taxi e NCC)", proseguono.
"Dobbiamo sottolineare la contraddizione di un Parlamento che interviene sul tema dei lavoratori delle piattaforme tecnologiche per garantire diritti e nel caso del trasporto persone, promuove una delega che, nell’attuale stesura dell’art 8, fa venir meno gli stessi diritti oggetto di tutela in altri settori".
"Ribadiamo il ruolo delle Regioni e dei Comuni su programmazione, territorialità, turni e tariffe e si segnala la necessità nella regolazione delle piattaforme, di distinguere tra intermediazione e attività di trasporto in modalità aggregata. Deve essere valorizzato il ruolo della Cooperazione e dell’artigianato visto il dettato dell’art. 45 della Costituzione.
La richiesta di stralcio dell’art. 8 del DDL “Concorrenza” trova altresì ragion d’essere:
• nella necessità di mantenere le specificità territoriali e locali attraverso la competenza di Regioni e Comuni che ha garantito, ad oggi, all’utenza, un servizio efficace, professionale e di qualità salvo poche eccezioni".
"Per tali motivi Le sottoscritte Associazioni di Categoria, ritengono che il Governo deve assumere provvedimenti immediati e tempestivi per garantire lo svolgimento del servizio pubblico e chiedono una immediata convocazione ai Ministri Competenti".
"A sostegno di tali richieste proclamano lo stato di agitazione della Categoria e nel ribadire la richiesta di stralcio dell’art. 8 del DDL “Concorrenza”, esprimono la propria totale contrarietà all’attuale formulazione, che di fatto si traduce in una delega in bianco al Governo, che, per i contenuti, di parte, non è, né nell’interesse pubblico del servizio e nemmeno degli utenti, pertanto dichiarano irricevibile l’attuale formulazione che non rispetta i principi del servizio pubblico erogato.
In mancanza di un segnale di apertura da parte del Governo precisiamo fin d’ora che ci si riserva di adottare le forme di protesta più consone nei modi e nei termini consentiti dalle norme in vigore anche in raccordo con altri settori colpiti dalla crisi", concludono.
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