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- Roma - Giovedì 7 Maggio 2026
Tennis, Internazionali di Roma, Sinner sui premi: "Senza di noi i tornei non esistono"
Alla vigilia dell'esordio al Foro Italico, il numero uno del mondo Jannik Sinner attacca la gestione degli Slam sul fronte dei montepremi e non esclude azioni clamorose. Un occhio al campo e uno alla protesta: "Chiediamo rispetto, siamo stati zitti troppo a lungo".
Jannik Sinner arriva a Roma da numero uno, ma con lo spirito di chi è pronto a dare battaglia anche fuori dal campo.
In conferenza stampa, a due giorni dal debutto agli Internazionali d’Italia 2026, l'azzurro ha affrontato duramente il tema dei montepremi degli Slam, denunciando l'immobilismo delle federazioni internazionali: “Credo che facciamo di più rispetto a quello che riceviamo. Non si tratta solo dei top ma di tutto il parco giocatori. I Top 10 Atp e Wta hanno scritto una lettera lo scorso anno e non è ancora cambiato niente, negli altri sport se i top mandano una lettera importante credo che in 48 ore riceverebbero non solo una risposta ma anche un incontro”.
Sinner non ha usato giri di parole nemmeno sulla possibilità di un boicottaggio: “È difficile dire se boicotterò uno Slam. Siamo in un momento dove ragazzi e ragazze sono uniti e stanno chiedendo rispetto dai tornei dello Slam, poi i soldi sono una conseguenza. Senza di noi i tornei non ci sono, siamo stati zitti per tanto tempo e siamo arrivati a un momento dove è giusto parlare. Non chiediamo il 50%, non ci piacerebbe neanche, però forse stiamo prendendo un po’ troppo poco”.
L'auspicio del campione pusterese è che la situazione possa sbloccarsi già dal prossimo torneo di Wimbledon.
Passando al tennis giocato, Jannik ha sottolineato il legame unico con il pubblico di casa: “Roma è un torneo molto speciale per noi italiani, ho avuto qualche giorno di riposo e sono molto felice di essere di nuovo qui. Mi dovrò abituare alle nuove condizioni”.
Un pensiero è andato anche al grande assente, Carlos Alcaraz, fermo per un infortunio al polso: “Carlos ha delle qualità incredibili che in questo momento nessuno ha. Quando è nei suoi picchi è quasi impossibile stargli dietro. Io sono uno molto costante e cerco di stare lì tutti i punti, per me cambia abbastanza poco se sono uno, due o tre del mondo perché la partita parte da zero e si gioca tutto in campo. Carlos è stato sfortunato e se fosse stato qui sarebbe stato diverso”.
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