Secondo gli inquirenti, Pietro Ferrara, arrestato con l'accusa di omicidio insieme a Luana Cammalleri per la scomparsa del marito di lei, l'imprenditore agricolo Carlo De Luca, avvenuta il 31 gennaio del 2019, aveva trovato una microspia nella sua automobile.
A trovarla è stato un elettrauto, il 28 maggio del 2020. "Ha smontato e ho guardato, ho detto ma cosa è questo coso… questa scatoletta che si vede là sotto… ma qua ci hanno messo le mani…", aveva detto l'uomo.
Il ritrovamento della microspia scatenò il panico: "Ha guardato meglio… a colpo immediatamente quello", l'installatore, "ha tagliato i fili m… ha seguito i fili sotto la guarnizione dello sportello a salire". Ferrara sospettò che a installare la microspia fosse stato proprio De Luca, da lui soprannominato "becco", poichè lui e la moglie erano amanti.
Dopo aver chiesto all'elettrauto di dargli la microspia per bruciarla, Ferrara aveva parlato con Cammalleri: a inserirla potevano essere stati "o gli sbirri, o lui". "Se sono stati gli sbirri - aveva detto un parente del Ferrara - siamo nella m...".
Per Ferrara "… se fossero stati gli sbirri a quest’ora ci avrebbero infilato… avrebbero saldato le bacchette di ferro… le chiavi dice non ce n’è più di bisogno". Secondo la Procura di Palermo, Ferrara e Cammalleri non avrebbero dovuto temere di essere arrestati, visto che sostenevano di essere innocenti.
Questa e altre intercettazioni, dunque, proverebbero che i due avrebbero ucciso De Luca.
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