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- Napoli - Giovedì 21 Maggio 2026
Trapianto al Monaldi, interrogati i medici indagati per la morte del piccolo Domenico Caliendo
Davanti al Gip di Napoli ascoltati la cardiochirurga Emma Bergonzoni e il cardiochirurgo Guido Oppido: al centro dell’inchiesta i tempi del trapianto e presunti falsi in cartella clinica.
di Stefano Orlandi
Proseguono gli interrogatori nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto il 21 febbraio scorso circa due mesi dopo un delicato trapianto di cuore eseguito all’ospedale Ospedale Monaldi di Napoli.
Davanti al Gip Mariano Sorrentino sono comparsi la cardiochirurga Emma Bergonzoni e il cardiochirurgo Guido Oppido, entrambi indagati nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Napoli.
Secondo quanto emerso, Emma Bergonzoni avrebbe ribadito durante l’interrogatorio la versione già fornita nel precedente confronto con gli inquirenti del 31 marzo scorso.
La professionista aveva partecipato come seconda operatrice all’intervento di trapianto eseguito da Guido Oppido. I due medici risultano indagati per falso in cartella clinica e, insieme ad altri cinque sanitari del Monaldi, anche per omicidio colposo.
L’inchiesta ruota attorno alle presunte anomalie emerse nella gestione dell’intervento chirurgico e nella documentazione clinica relativa al trapianto.
Secondo la Procura, vi sarebbero incongruenze sugli orari registrati nelle varie fasi dell’operazione, in particolare riguardo all’arrivo in sala operatoria del cuore proveniente da Bolzano e al momento in cui sarebbe stato aperto il contenitore dell’organo.
Gli investigatori ipotizzano che il cuore del donatore fosse congelato e che alcune procedure, compreso il clampaggio aortico e il prelievo del cuore malato del bambino, sarebbero state effettuate prima di accertare le reali condizioni dell’organo destinato al trapianto.
Al centro delle valutazioni degli inquirenti vi è il concetto di “contestualità” delle operazioni mediche e la ricostruzione precisa della sequenza temporale degli eventi, elementi considerati decisivi per chiarire eventuali responsabilità professionali.
La vicenda continua a scuotere il mondo sanitario e l’opinione pubblica, mentre la Procura di Napoli prosegue gli accertamenti su uno dei casi più delicati degli ultimi mesi in ambito medico.
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