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  • Imperia - Martedì 18 Agosto 2026

Triora (Im), il sindaco rinuncia all'indennità da otto anni: "È un atto d'amore per il territorio"

Massimo Di Fazio riserva al Comune circa 160mila euro di stipendio.

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Una scelta di servizio che dura ormai dal 2018. A Triora, piccolo centro dell'alta valle Argentina nell'imperiese con appena 390 residenti, il primo cittadino Massimo Di Fazio rinuncia da otto anni alla propria indennità di carica, pari a 1.659 euro lordi mensili.

La decisione, formalizzata all'atto dell'insediamento al suo primo mandato e proseguita nel secondo, ha consentito alle casse municipali di trattenere una somma complessiva pari a circa 160mila euro, destinata alle manutenzioni del borgo.

A spingere l'amministratore e imprenditore verso questa decisione sono motivazioni personali e un radicato attaccamento al paese: "La mia vita è stata segnata dalla morte di papà, quando avevo appena nove anni. Un evento tragico che mi ha obligato a maturare precocemente, sviluppando un profondo senso di responsabilità, uno spirito di sacrificio e una spiccata attenzione verso il prossimo e verso chi ha bisogno. Fin da ragazzo la montagna mi ha stregato, per questo mi sono innamorato di Triora. Un legame profondo che mi ha spinto a scegliere come casa per la mia famiglia", dichiara il primo cittadino a La Stampa.

L'impegno verso la collettività si traduce anche nel sostegno finanziario diretto: "A 20 anni sono diventato imprenditore. Ho aperto la partita iva e ancora oggi è il mio lavoro. Per questo ho deciso di rinunciar al stipendio, perché amministrare è un atto di puro servizio e amore verso la propria terra. E i soldi che dovrebbero essere destinati al sindaco è meglio che restino nelle casse del Comune per essere impiegati nei lavori di manutenzione ordinaria, che sono così importanti per una comunità come la nostra".

L'azione amministrativa deve infatti misurarsi con un territorio particolarmente esteso e con risorse umane ridotte al minimo: "Triora ha il territorio comunale più vasto dell'intera provincia di Imperia, il settimo in tutta la Liguria. Un'area immensa suddivisa in 11 frazioni che richiedono la gestione di 11 acquedotti autonomi, 11 impianti di depurazione e chilometri di infrastrutture montane", precisa Di Fazio.

Il personale interno conta infatti solo tre dipendenti, costringendo gli amministratori al volontariato operativo: "Per supplire a questa carenza di personale e garantire i servizi essenziali, mettiamo a disposizione della comunità tantissime ore di costante lavoro di volontariato sul campo. Non esistendo un operaio comunale tocca a noi amministratori occuparci della piccole manutenzioni. Lo stesso sono andato più volte a effettuare delle riparazioni. È questo lo spirito del paese, tutti si aiutano".

A dispetto delle difficoltà dimensionali, il bilancio dell'ente ha registrato entrate significative sul fronte degli investimenti pubblici: "Il comune di Triora è riuscito ad attrarre e portare nelle proprie casse quasi 20 milioni di finanziamenti, destinati a opere pubbliche, sicurezza del territorio e rilancio del borgo. Tra le frazioni del nostro Comune c'è anche Monesi, rinomata località sciistica che stiamo cercando di recuperare e valorizzare, puntando anche sul biking".

Negli ultimi mesi è emerso tuttavia un cavillo burocratico relativo agli adeguamenti retributivi previsti dalla legge di bilancio per i sindaci dal 2024. Di Fazio si è rivolto alla Corte dei Conti per poter incassare l'incremento di 500 euro al solo scopo di girarlo successivamente come donazione all'ente locale, ricevendo però un parere negativo. "Trovo davvero poco carino e ingiusto che lo Stato non permetta di far rimanere nelle casse comunali la quota di aumento dell'indennità quando un sindaco decide di rinunciarci. Per un piccolo Comune di montagna anche solo cento euro sono vitali per coprire una manutenzione o sostenere un servizio. Il nostro unico obiettivo è ed è sempre stato far rimanere ogni singola risorsa a beneficio diretto della comunità di Triora", osserva il primo cittadino.

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