Il Tg1 non riesce a coprire la guerra in Ucraina utilizzando soltanto risorse interne. Secondo quanto riferisce Vigilanza Tv, coloro che seguono il telegiornale di Rai1 per aggiornarsi sulla situazione, vedono che a gestire i collegamenti con Kiev, attuale epicentro del conflitto, è il
giornalista pubblicista,iscritto dal 2018, collaboratore di MicroMega Valerio Nicolosi. Una risorsa esterna.
Ciò avviene nonostante il fatto che la Rai abbia inviato 7 giornalisti del Tg1, come segnalato dal Segretario della Commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi, oltre a 4 inviati del Tg2 e uno del Tg3, per un totale pari a 12 persone. Tutte trasferte pagate dai contribuenti.
Queste spese non sarebbero state inutili se fosse stato attuato il "piano Newsroom", ormai sempre più necessario, dato che l'informazione cambia sempre più velocemente, vista l'evoluzione della tecnologia.
Il problema, riferisce ancora Vigilanza Tv, è che nessuno degli inviati interni alle tre testate Rai si trova a Kiev, per cui Nicolosi è l'unico che può garantire l'arrivo delle informazioni direttamente dalla Capitale ucraina. Questo, perchè Nicolosi è riuscito ad organizzarsi in via preventiva, cosa che la Tv di Stato non è riuscita a fare, pur avendo a disposizione un organico di 1.700 persone, tutte pagate dai contribuenti.
Ora, quindi, non è neppure chiara la presenza di dodici persone, visto anche il lungo elenco di errori della copertura informativa della Rai per quanto riguarda la crisi in corso, segnalati da Dagospia.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24