E' scaduto l'ultimatum dato dalla Russia all'esercito ucraino che prevedeva la resa a Mariupol. I soldati di Kiev non hanno dato segnali che indichino una resa.
La città portuale sta ancora resistendo all'attacco russo, sebbene le truppe di Mosca l'abbiano circondata e assediata.
Stando a quanto riferisce l'agenzia Tass, in un'intervista rilasciata a Russia-24 Tv, la portavoce del Ministero della Difesa russo, Maria Zakharova, ha detto che la Russia non ha più motivo di credere nei negoziatori di Kiev. "Ora non è più una questione di 'fidati e verifica', ora è semplicemente 'verifica' perché non c'è più alcuna fiducia in queste persone per un po'", ha commentato, in merito all'andamento dei negoziati.
Kiev ha accolto con "grande delusione e amarezza" quanto detto dal cancelliere tedesco, Olaf Scholz, sull'Ucraina. Lo ha dichiarato l'Ambasciatore di Kiev in Germania, Andrij Melnyk, in un'intervista alla Dpa. Kiev, ha detto Melnyk, ha approvato la volontà tedesca di elargire altri fondi per l'acquisto di armi, ma non ha gradito quanto dichiarato da Scholz, secondo cui la capacità di esportazioni di armi dalla Germania è esaurita.
Questa mattina, il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, è arrivato a Kiev. Ad annunciarlo è lo stesso Michel, che sui social ha postato una foto del proprio arrivo, corredata da una didascalia che recita: "Nel cuore di un'Europa libera e democratica".
Per quanto riguarda i civili, invece, è stato raggiunto un accordo per la loro evacuazione tramite corridoi umanitari. Non si ferma l'assalto all'acciaieria Azovstal di Mariupol, da dove gli ultimi difensori della città portuale hanno diramato un appello: "Il nemico è dieci volte più numeroso di noi, queste potrebbero essere le nostre ultime ore di vita", ha detto un ufficiale delle forze armate ucraine, che ha chiesto alla comunità internazionale di "estrarli" da quel luogo.
"Facciamo appello a tutti i leader mondiali e li preghiamo di aiutarci. Chiediamo loro di utilizzare la procedura di estrazione e portarci nel territorio di un Paese terzo", ha scritto in un post su Facebook il comandante della 36ma brigata della marina nazionale ucraina, Serguiy Volyna. Le truppe di Mosca, ha proseguito Volyna, hanno "il vantaggio nell'aria, nell'artiglieria, nelle forze di terra, nell'equipaggiamento e nei carri armati. Difendiamo solo un punto, la fabbrica Azovstal, dove oltre ai soldati ci sono anche i civili che sono diventati vittime di questa guerra". L'ultimatum dato dalla Russia prevedeva la fine dell' "insensata resistenza" alle truppe, con la promessa che "la vita sarà salvata" a tutti coloro che intendevano arrendersi.
"L'unica spiegazione possibile di come i civili siano finiti nell'acciaieria di Azovstal è che sono stati portati lì dai nazionalisti ucraini per essere usati come scudi umani" è l'attacco del vice rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Dmitry Polyansky, nel corso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Nel corso del suo nuovo videomessaggio, il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto che a Mariupol la situazione resta "brutale" e le truppe stanno bloccando anche i corridoi umanitari. "Gli occupanti stanno cercando di effettuare la deportazione dei residenti locali che sono caduti nelle loro mani. E il destino di decine di migliaia di residenti di Mariupol che sono stati trasferiti nel territorio controllato dalla Russia è sconosciuto", ha aggiunto Zelensky.
Anche la Cina ha lanciato un appello per permettere l'evacuazione dei civili: il rappresentante cinese presso le Nazioni Unite, Zhang Jun, ha detto che sia Mosca sia Kiev "dovrebbero rispettare rigorosamente il diritto umanitario internazionale e fare tutto il possibile per facilitare l'evacuazione e l'assistenza ai civili".
Per Zelensky, però, "l'uccisione mirata di civili è proprio il marchio di fabbrica dell'esercito russo.E questo marchierà la Federazione Russa come la fonte del male. L'esercito di Mosca rimarrà per sempre descritto nella storia come il più barbaro e disumano del mondo".
Nel corso della videocall di ieri, il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha fatto richiesta agli alleati affinchè proseguano sia le sanzioni contro la Russia sia i rifornimenti di armi all'Ucraina. Stando all'anticipazione del New York Times, Biden dovrebbe annunciare altri aiuti militari per Kiev, per un ammontare pari a 800 milioni di dollari.
Il Canada, ha riferito il premier Justin Troudeau, provvederà a fornire armi pesanti a Kiev. Inoltre, ha ampliato le sanzioni contro la Russia, colpendo anche la governatrice della Banca Centrale Russa, Elvira Nabiullina, nonchè le figlie di Vladimir Putin.
Anche il Regno Unito invierà altre armi a Kiev, tra i quali anche i missili Brimstone. Lo ha reso noto il premier, Boris Johnson.
Sul tema delle armi, Zelensky è tornato ad accusare l'Occidente: "Se avessimo ricevuto nella prima settimana di guerra ciò che stiamo ottenendo ora, avremmo già posto fine" alla guerra.
Per la Cina, le altre nazioni dovrebbero astenersi dall'inviare armi, perchè "non porterà alla pace", ma "prolungherà e intensificherà il conflitto aggravando ulteriormente la catastrofe umanitaria". A dirlo è il rappresentante cinese presso le Nazioni Unite, Zhang Jun, che ha anche attaccato la decisione presa dalla comunità internazionale di sanzionare Mosca: "Il blocco di beni di altri stati mina la stabilità economica mondiale e colpisce la sovranità".
Buone notizie, invece, giungono dal settore della sicurezza nucleare: secondo quanto riferisce l'Aiea (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica), le comunicazioni dirette con la centrale di Chernobyl sono state ripristinate nella serata di ieri. La centrale era stata sequestrata dai russi il 24 febbraio e liberata il 31 marzo, in seguito al ritiro. Il 10 marzo, Kiev aveva avvisato l'Aiea della perdita dei contatti con il sito e l'Agenzia aveva continuato ad avere informazioni tramite la gestione esterna.
"Questa chiaramente non era una situazione sostenibile ed è un'ottima notizia che ora si possa contattare direttamente il sito quando necessario", ha dichiarato il Direttore Generale dell'Aiea, Rafael Grossi, che ha anche annunciato di voler dirigere entro la fine di aprile una missione di esperti dell'Agenzia all'interno della centrale, per valutarne la sicurezza radiologica e nucleare, riparare i sistemi di monitoraggio remoto per la sicurezza del sito e provvedere al rifornimento di attrezzature vitali per il funzionamento della centrale.
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