E' stato concordato stamani, dai rappresentanti degli Stati membri del Consiglio Ue, un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia, in merito all'attacco compiuto contro l'Ucraina.
Nello specifico, nella "lista nera" dell'Unione Europea sono state inserite altre 160 persone e sono stati modificati i provvedimenti precedentemente adottati, così da assicurare che le sanzioni non vengano aggirate, neppure tramite la Bielorussia.
E' stato confermata, dal Consiglio, l'intesa secondo la quale è possibile dare prestiti e crediti con ogni mezzo, anche con le criptovalute, ed è stato chiarito il concetto di "titoli trasferibili", così da includere nelle sanzioni anche le criptovalute.
Per quanto riguarda, invece, la Bielorussia, le banche Belagroprombank, Bank Dabrabyt e Development Bank sono state escluse dal sistema Swift. Lo stato guidato da Aleksandr Lukashenko, inoltre, è stato assoggettato allo stesso sistema di sanzioni contro la Russia, che riguarderanno le transazioni con la Banca Centrale Bielorussa in merito alla gestione di riserve e asset o i finanziamenti pubblici per il commercio e gli investimenti.
Inoltre, dal 12 aprile, non saranno possibili la quotazione e la fornitura di servizi per azioni di enti statali bielorussi nelle sedi di negoziazione Ue.
Anche gli afflussi di denaro dalla Bielorussia all'Unione Europea saranno limitati: i cittadini o residenti bielorussi non potranno depositare somme di denaro superiori a 100 mila euro, mentre i depositari centrali di titoli europei non potranno detenere conti di clienti bielorussi, verso i quali sarà anche vietata la vendita di titoli il cui valore è denominato in euro. La Bielorussia, inoltre, non potrà neanche ricevere banconote in euro.
Per quanto riguarda la Russia, vengono introdotte nuove sanzioni in merito all'esportazione delle tecnologie sulla navigazione marittima e le comunicazioni radio.
Tra gli enti soggetti a restrizioni, inoltre, è stato inserito anche il Registro russo della navigazione marittima, ed è stato introdotto un provvedimento preventivo, riguardante la condivisione di informazioni sull'esportazione di tecnologie per la sicurezza marittima. Per questo, sono vietate la vendita, le forniture, il trasferimento o l'esportazione diretta o indiretta di tecnologie della navigazione marittima a persone fisiche o giuridiche, organismi o enti russi, per l'utilizzo in territorio russo o per l'installazione su navi battenti bandiera russa.
E' stata inoltre ampliata la lista delle persone giuridiche, degli enti e degli organismi a cui sono destinati i divieti per i servizi di investimento, i prestiti, i valori mobiliari e gli strumenti del mercato monetario.
Altre 160 persone sono state incluse nella "black list" perchè accusate di aver attuato operazioni volte a danneggiare o minacciare l'integrità territoriale, la sicurezza e la sovranità dell'Ucraina. Tra questi figurano 14 oligarchi e uomini d'affari attivi in settori economici fondamentali (specialmente gli ambiti metallurgico, agricolo, farmaceutico, delle telecomunicazioni e digitale) e le loro famiglie, e 146 membri del Consiglio della Federazione Russa, che hanno appoggiato le decisioni tramite cui il governo di Vladimir Putin ha riconosciuto le repubbliche di Donetsk e Lugansk.
In totale, le restrizioni decise dall'Ue riguardano 862 persone e 53 enti.
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