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  • Roma - Martedì 3 Novembre 2026, 16:20

Ucraina, Zelensky lancia il monito da Berlino: "Non inviteremo Putin a Kiev e nessun ucraino andrà a Mosca"

Il presidente ucraino in conferenza con il cancelliere Merz: "Offerta una tregua ma la risposta sono stati nuovi attacchi". Il 19 novembre il vertice dei Volenterosi. Alla Casa Bianca incontro promosso da Melania Trump con funzionari dei due Paesi.

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"Non invitiamo Putin a Kiev. Nel 2022 i russi sono venuti senza invito e non ha senso invitarlo a Kiev". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante la sua visita a Berlino, sottolineando con fermezza al contempo che nessun rappresentante ucraino intende recarsi a Mosca.

Nel corso della conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il leader di Kiev ha tracciato il quadro dei tentativi di negoziato e delle recenti escalation sul campo: "Abbiamo offerto una tregua ma questa è stata la risposta: nuovi attacchi, nuovi colpi, nuove uccisioni della nostra gente. Senza l'Europa non può esserci alcuna pace stabile in Ucraina", ha ribadito Zelensky, evidenziando come per una reale de-escalation sia fondamentale "la mediazione degli Usa" e l'assegnazione di solide garanzie di sicurezza.

Sotto il profilo diplomatico, il cancelliere Merz ha annunciato che il prossimo 19 novembre Berlino ospiterà un vertice ufficiale della coalizione dei Volenterosi.

L'iniziativa si affianca ad altri appuntamenti internazionali previsti per le prossime giornate: giovedì 5 novembre la First Lady Melania Trump promuoverà un incontro alla Casa Bianca tra funzionari russi e ucraini, definito dall'amministrazione statunitense come "un momento straordinario per l'America", mentre la portavoce della Nato Allison Hart ha confermato una riunione a Bruxelles tra i rappresentanti dell'Alleanza Atlantica, delle autorità statunitensi e dei Paesi del formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito) per individuare un percorso di pace giusto e sostenibile.

Sempre sul fronte negoziale si guarda inoltre a una trilaterale a livello tecnico programmata per il 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi con la mediazione di Washington.

Sul terreno di guerra si registrano intanto drammatici bilanci a seguito dell'intensificarsi dei bombardamenti. A Komyshuvakha, villaggio nella regione di Zaporizhzhia, il raid aereo su un centro umanitario ricavato in un edificio scolastico ha provocato 29 morti e 5 feriti, mentre le squadre di soccorso sono ancora al lavoro per rintracciare 48 persone che risultano tuttora disperse, come confermato dal capo dell'amministrazione regionale Mykhailo Semikin.

Parallelamente, pesanti attacchi notturni sferrati dalle forze russe hanno preso di mira infrastrutture energetiche e snodi ferroviari in nove regioni, causando la disattivazione di tre centrali elettriche e danni ingenti negli impianti delle aree di Dnipropetrovsk, Vinnytsia e Kharkiv.

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