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  • Roma - Giovedì 2 Luglio 2026

Ucraina, Zelensky: "Risponderemo all'attacco contro Kiev, se i partner mantenessero promesse salveremmo più vite"

Sui negoziati: "Noi siamo aperti, Putin ha fisicamente paura di un incontro".

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L'Ucraina risponderà con fermezza all'ultimo raid aereo sferrato dalle forze russe contro la capitale. Lo ha assicurato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel corso di un'ispezione sui luoghi colpiti dai bombardamenti a Kiev.

Il capo dello Stato, pur ribadendo la disponibilità del suo governo a percorrere la via diplomatica, ha sottolineato il timore del Cremlino di fronte a un possibile tavolo di confronto, lamentando al contempo i gravi ritardi accumulati dagli alleati occidentali nella consegna dei sistemi di difesa aerea promessi.

“Noi siamo per una pace giusta, per una conclusione giusta della guerra. Finché non ci sarà, siamo quindi per risposte giuste”, ha scandito Zelensky sul luogo dell’attacco russo nel quartiere di Darnytskyi, secondo quanto riferito dall’agenzia ucraina Interfax.

Il leader ucraino ha poi aggiunto, parlando con i giornalisti: “Siamo aperti, siamo pronti a incontrarci. Lui ha fisicamente paura di incontrarci”. Il presidente ha successivamente indirizzato un chiaro messaggio ai Paesi alleati, evidenziando come il rallentamento nell'invio degli armamenti concordati stia avendo un impatto drammatico sulla sicurezza della popolazione civile. “Se i nostri partner avessero rispettato le promesse fatte, oggi avremmo potuto salvare più vite. Questo è un grosso problema legato ai nostri partner. Da un lato, c’è un grande sostegno, e siamo grati a loro. Ma, dall’altro, abbiamo bisogno che facciano semplicemente ciò che è stato concordato, firmato o promesso”, ha sottolineato. “Abbiamo bisogno di un pacchetto di protezione adeguato. Abbiamo bisogno di questi missili. Stiamo esercitando la massima pressione, negoziando. Ci sono Paesi con cui abbiamo raggiunto accordi, ai quali saremmo ancora disposti a dare denaro. Dove il PURL ha funzionato, separatamente senza il PURL. Ad esempio, con la Norvegia, non dirò dove, c’era la volontà di pagare per 200 missili, ma di tutti questi 200 missili non ne è arrivato nemmeno uno”.

A fronte di questi blocchi logistici, Zelensky ha concluso confermando che Kiev continuerà a esercitare ogni pressione diplomatica utile per sbloccare l'invio dei missili antibalistici necessari a coprire lo spazio aereo ucraino.

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