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- Roma - Giovedì 2 Luglio 2026
Roma: ipotesi ampliamento Galleria Borghese, scontro nel Municipio II
Marinella Inguscio di Azione: "La tutela del patrimonio non può essere sacrificata alle logiche di partito".
di Sabrina Consolini
La tutela della Galleria Borghese accende il dibattito politico nel Municipio II di Roma. A denunciare quanto accaduto nell'ultima seduta del Consiglio municipale è Marinella Inguscio, consigliera e capogruppo di Azione, che ricostruisce una vicenda che, a suo giudizio, rappresenta un caso emblematico di come le dinamiche politiche abbiano prevalso sul confronto nel merito.
La questione nasce dalla mozione presentata dalla consigliera circa un mese fa, dopo aver partecipato alla conferenza stampa organizzata da Italia Nostra e dall'Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli contrarie all’ipotesi assurda di un ampliamneto della Galleria Borghese. Al centro dell'iniziativa vi è il progetto promosso dall'attuale direzione della Galleria Borghese, che prevede la realizzazione di uno studio di fattibilità tecnica per un edificio "contermine", cioè adiacente al museo -un’abominio aberrante la sola idea- affidato attraverso una gara pubblica a una società privata sponsor e successivamente sostenuto da una delibera della Giunta capitolina guidata dal sindaco Roberto Gualtieri.
Secondo Inguscio, la mozione che avrebbe dovuto essere discussa entro venti giorni, come previsto dal regolamento del Consiglio e dopo aver accettato due rinvii per favorire un confronto istituzionale, la consigliera racconta che la discussione è stata ulteriormente posticipata mediante un'inversione dell'ordine del giorno e che le sarebbe stato perfino chiesto di ritirare l'atto.
Nel frattempo, infatti, la Commissione Cultura del Municipio aveva presentato una risoluzione sul medesimo tema. Un atto diverso dalla mozione, sottolinea Inguscio, elaborato senza il coinvolgimento della Commissione Urbanistica e senza un'adeguata istruttoria, né audizioni di esperti o rappresentanti istituzionali.
Pur appartenendo all'opposizione, la consigliera afferma di aver cercato una mediazione, dichiarandosi disponibile a unificare la propria mozione con la risoluzione della maggioranza per arrivare a un testo condiviso. Un tentativo che, tuttavia, non avrebbe trovato riscontro durante il voto finale. "La mia idea di opposizione è sempre stata quella di un'opposizione costruttiva", sostiene Inguscio, che definisce "un clamoroso autogol" l'astensione del Partito Democratico e il voto contrario della Lista Civica Gualtieri. Al contrario, esprime apprezzamento per il sostegno ricevuto dalle consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra e Roma Futura, oltre che dalle altre forze di opposizione e da un consigliere dello stesso Partito Democratico, presidente della Commissione Urbanistica, che – secondo il suo racconto – sarebbe stato escluso dall'intero percorso che ha portato alla stesura della risoluzione.
Per la consigliera di Azione, la vicenda va ben oltre il confronto politico e riguarda la salvaguardia di uno dei luoghi simbolo del patrimonio artistico mondiale. La mobilitazione, ricorda, coinvolge numerose associazioni, comitati cittadini e autorevoli studiosi del settore, tra cui Rita Paris e Alberta Campitelli, contrari alla realizzazione di nuove strutture accanto alla storica sede museale.
A rafforzare le perplessità sul progetto vi sono anche le valutazioni di carattere tecnico e storico illustrate dall'ex direttrice delle Ville Storiche di Roma, Alberta Campitelli. Secondo la studiosa, l'ipotesi di realizzare strutture ipogee risulterebbe persino più rischiosa rispetto a un intervento in superficie. L'area che circonda la Galleria Borghese, infatti, è caratterizzata da un terreno particolarmente fragile e instabile, interessato dalla presenza di cunicoli e cavità sotterranee che ne aumentano la vulnerabilità. La stessa storia dell'edificio testimonia questa fragilità. La Galleria Borghese rimase chiusa al pubblico per circa quarant'anni, dagli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta, proprio a causa dei gravi problemi statici che interessavano il palazzo seicentesco.
Nei primi anni Novanta furono avviati complessi e impegnativi interventi di consolidamento strutturale e di messa in sicurezza, affidati a diverse équipe specializzate sotto la supervisione dell'allora soprintendente ai Beni Architettonici di Roma, Zurli. Un articolato lavoro di recupero che consentì di restituire il museo alla città soltanto dopo aver risolto le gravi criticità statiche dell'edificio.
Alla luce di questi precedenti, tutti gli esperti sono contrari al progetto e appare difficilmente ipotizzabile qualsiasi nuovo intervento che comporti scavi nell'area circostante. In particolare, viene ritenuta da escludere anche l'eventuale realizzazione di una galleria sotterranea di collegamento con il Villino Pincherle, considerata incompatibile con le caratteristiche geologiche del sito e con la necessità di preservare integralmente uno dei complessi monumentali più preziosi della Capitale.
Inguscio contesta inoltre l'idea che il progetto possa essere giustificato in nome della rigenerazione urbana o dell'incremento dell'offerta turistica. "La rigenerazione urbana deve riguardare le periferie, non un territorio come il Municipio II, che necessita soprattutto di tutela, manutenzione e valorizzazione del proprio patrimonio storico, artistico e ambientale", afferma giustamente.
La Galleria Borghese rappresenta un bene unico ed eccezionale che è intoccabile e tutelato dai numerosi vincoli esistenti. La sua natura di collezione fidecommissaria, concessa allo Stato e al Comune esclusivamente nell'interesse della collettività, imporrebbe la massima cautela rispetto a qualsiasi intervento che possa alterarne l'identità.
"La Galleria Borghese è intoccabile", conclude Inguscio. "La politica dovrebbe scegliere ciò che è meglio per il bene comune, non inseguire interessi di parte o operazioni speculative. È un patrimonio universale che deve essere conservato nella sua integrità. È perfetta così com'è".
La Galleria Borghese non è soltanto un museo: è un organismo vivente in cui arte, architettura, natura e storia costituiscono un equilibrio inscindibile. Il suo paesaggio storico, i giardini, l'Uccelliera, la Meridiana e il Parco dei Daini sono parte integrante di questo patrimonio e non possono essere considerati spazi disponibili a trasformazioni o compromessi. Difenderli significa preservare l'identità stessa della Galleria Borghese, un gioiello unico che deve rimanere intatto, ora e sempre.
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