
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 16 Giugno 2026
Ue, Draghi: "Urgente riforma per tutelare i giovani e competere con grandi potenze"
L'ex presidente del Consiglio analizza le sfide tecnologiche, demografiche e geopolitiche che minacciano il continente.
Il destino del continente e la tenuta delle sue istituzioni democratiche richiedono un cambio di passo immediato e profondo.
Attraverso una riflessione affidata alle colonne del quotidiano Il Messaggero, l'ex presidente del Consiglio Mario Draghi traccia un bilancio sul significato storico e sulle prospettive dell'integrazione continentale, descrivendola come un percorso inedito volto a sostituire secoli di conflitti con una cooperazione pacifica finalizzata al benessere collettivo: "L'Unione Europea è un esperimento con pochi precedenti nella storia dell'umanità. Un continente segnato per secoli da divisioni e guerre ha intrapreso un percorso di unità e pace per garantire prosperità e benessere ai suoi cittadini. L'Europa è oggi un insieme di democrazie, ciascuna con la propria identità nazionale, ma tutte impegnate perché questo insieme abbia esso stesso un'identità, quella europea".
Nello scenario geopolitico attuale, la convergenza delle politiche nazionali non rappresenta più soltanto un'opportunità, bensì un requisito essenziale per la stessa sopravvivenza del modello sociale ed economico occidentale di fronte ai grandi attori globali. Secondo l'ex governatore della Bce, la priorità assoluta per i governi e per la Commissione risiede nella capacità di rinnovare i meccanismi di sviluppo produttivo: "L'agire insieme è divenuto condizione necessaria per affrontare la competizione con le altre grandi potenze del mondo, ma anche per sopravvivere con quei valori che nel corso degli anni sono venuti a definire questa identità comune. La sfida per le istituzioni governi, Commissione europea, parlamenti è assicurarsi che questo modello rimanga sostenibile e capace di evolvere insieme alle nostre società. L'Europa deve ritrovare la capacità di crescere".
La genesi del dossier dedicato ai fattori di posizionamento economico sui mercati internazionali, presentato ai vertici di Bruxelles, risponde proprio a questa stringente necessità di tutela sociale. L'obiettivo ultimo della competitività non è l'efficienza fine a se stessa, ma la salvaguardia dei diritti civili, dell'autonomia decisionale e della sicurezza territoriale per la popolazione di domani: "Riuscire a competere con il resto del mondo vuol dire assicurarsi che i giovani europei e gli europei che non sono ancora nati abbiano gli stessi diritti, le scommesse tutele, le stesse opportunità che hanno definito il nostro modello in questi decenni. È una questione di giustizia sociale, di valori collettivi, di identità europea. Ma vuol dire anche poter difendere i nostri confini e la nostra indipendenza politica, la nostra libertà".
Nonostante la complessità delle transizioni in atto, l'ex premier invita a ritrovare lo stesso coraggio ideale che permise di superare i traumi del Novecento, esortando la classe dirigente a verificare la reale sussistenza di quella spinta ideale che ha guidato le tappe dell'integrazione: "Le sfide che l'Europa ha davanti a sé tecnologiche, demografiche, geopolitiche sono straordinarie. Ma altrettanto straordinaria è l'ambizione che ha sempre caratterizzato il progetto europeo. La sua ideazione ha messo da parte secoli di stragi e di conflitti. La sua realizzazione ha superato enormi ostacoli politici, economici, sociali. Oggi c'è ancora molto da fare per rendere l'Europa in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. La domanda che dobbiamo porci è se condividiamo ancora la stessa ambizione del recente passato".
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