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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Fine vita: è scontro sul Cnr, Forza Italia e opposizioni chiedono legge nazionale

Le dichiarazioni del presidente dell'ente di ricerca pubblico, Andrea Lenzi, sollevano durissime reazioni trasversali a Palazzo Madama in merito al macchinario a comando oculare utilizzato dalla paziente toscana 'Libera'.

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I lavori congiunti delle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato sul tema del fine vita sono stati investiti da una forte ondata di polemiche a seguito della deposizione del vertice del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Nel corso del suo terzo intervento davanti ai parlamentari, il presidente dell'ente, Andrea Lenzi, ha confermato l'indisponibilità sul mercato di apparecchiature standard destinate all'auto-somministrazione dei composti letali per il suicidio medicalmente assistito.

Tuttavia, incalzato dai componenti delle commissioni sul caso della cittadina toscana affetta da sclerosi multipla — nota alle cronache con lo pseudonimo di 'Libera' — deceduta proprio attraverso un prototipo azionabile con lo sguardo e messo a punto da un tecnico dell'istituto, Lenzi ha circoscritto la responsabilità dell'operazione, parlando di un incarico conferito in via formale dai magistrati al singolo specialista, con la copertura finanziaria dell'azienda sanitaria locale, “su autorizzazione del tribunale di Firenze data direttamente – ha puntualizzato – a un dipendente del Cnr, i cui costi di produzione sono stati a carico dell’Asl toscana nordovest”.

Tale ricostruzione ha suscitato l'immediata levata di scudi da parte dei senatori sia di maggioranza che di opposizione. La capogruppo di Forza Italia, Stefania Craxi, ha chiesto l'audizione diretta del tecnico che ha materialmente realizzato il congegno, incassando l'appoggio compatto delle forze di minoranza, dal Partito Democratico ad Alleanza Verdi e Sinistra fino a Italia Viva.

La parlamentare azzurra ha sollevato forti dubbi sulla natura delle mansioni espletate dal dipendente in quella circostanza, sollecitando al contempo un intervento risolutivo da parte delle Camere: “Non è chiaro se questo macchinario sia stato realizzato nell’espletamento delle mansioni lavorative di questo dipendente. Ma è chiaro che la sentenza della Corte ha sollecitato istituti terzi come il Cnr e che il legislatore ha la potestà di chiedere, con legge dello Stato, al Cnr questo dispositivo. Anche l’audizione di oggi dimostra comunque la necessità di arrivare al più presto a una legislazione nazionale per evitare il caos interpretativo in una materia così delicata”.

Parole durissime sono arrivate dalla parlamentare del Pd Sandra Zampa, che ha definito l'audizione come un evento senza precedenti nella recente storia delle istituzioni, accusando la dirigenza dell'ente pubblico di voler nascondere la realtà dei fatti a scapito della propria autorevolezza scientifica: “Uno dei più grotteschi casi nella storia recente del Parlamento. E sì che di vicende incredibili ne ho viste parecchie nei miei quasi 14 anni di attività parlamentare! Ma un presidente di Cnr, il principale ente di ricerca pubblico, disposto a mistificare la realtà anche mettendo a rischio la propria credibilità, non l’avevo mai incontrato. Sostenere che il dispositivo medico che è stato usato per Libera, in Toscana, grazie alla progettazione e produzione del Cnr, non è del Cnr, è incredibile. L’obiettivo evidente non può che essere quello di trovare un argomento per non fare la legge oppure per farla a conditione che escluda il Ssn. Ciò che è accaduto oggi è grave e ciò che il presidente Lenzi ha sostenuto è molto offensivo nei confronti del Parlamento”.

Sul versante di Italia Viva, il senatore Ivan Scalfarotto ha chiesto formalmente che il vertice dell'istituto rassegni le proprie dimissioni, stigmatizzando la mancata trasmissione di un'informazione fondamentale per i lavori legislativi dell'aula: “Il presidente del Cnr ha dichiarato di non aver saputo nulla del dispositivo predisposto dentro il Cnr. O lo ignorava, e allora non controlla l’ente che dirige; o lo sapeva, e allora la lettera con cui il Cnr ha risposto al Parlamento, tacendo quel fatto, è stata gravemente omissiva. Al Cnr il Parlamento aveva chiesto un’informazione puntuale sulla disponibilità di simili dispositivi, e la risposta ha omesso l’unico fatto che contava: che quel dispositivo esiste, perché è stato predisposto dentro il Cnr ed è già stato utilizzato. Il Senato è stato lasciato senza un’informazione decisiva mentre esamina un provvedimento delicatissimo per la vita delle persone. Per il rispetto dovuto al Parlamento e per la credibilità del Cnr, il professor Lenzi rassegni le dimissioni”.

Nel dibattito si è inserita infine un'altra esponente di Forza Italia, Daniela Ternullo, la quale ha ribadito l'urgenza di varare un testo normativo entro il termine della legislatura per superare lo scenario di incertezza generato dalla stratificazione di ordinanze locali e sentenze della Consulta, richiamando la politica al dovere di dare risposte concrete alla sofferenza dei malati nel pieno rispetto della loro dignità.

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