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Il leader di Tisza chiarisce la sua posizione diplomatica in una conferenza stampa a Budapest: sostegno all'Ucraina e impegno a mantenere solido l'asse con gli Stati Uniti, senza contatti diretti con il Cremlino.
Il leader di Tisza chiarisce la sua posizione diplomatica in una conferenza stampa a Budapest: sostegno all'Ucraina e impegno a mantenere solido l'asse con gli Stati Uniti, senza contatti diretti con il Cremlino.
Peter Magyar marca la distanza dai leader di Russia e Stati Uniti, definendo una linea politica netta durante un incontro con la stampa a Budapest.
Interpellato sull'eventualità di un colloquio diretto con il presidente russo, il leader ungherese è stato categorico: "Non chiamerò Vladimir Putin".
Magyar ha poi espresso l'auspicio di una risoluzione forzata delle ostilità, aggiungendo: "Spero che sia costretto a mettere fine alla guerra in Ucraina. Tutti sanno" che Kiev "è la vittima di questo conflitto".
La stessa chiusura è stata ribadita nei confronti di Donald Trump, con Magyar che ha riferito che non chiamerà il tycoon. Nonostante la mancanza di contatti diretti, il leader di Tisza ha però confermato la volontà di preservare i rapporti transatlantici, assicurando che l'Ungheria si impegnerà a fare "tutto il possibile, a prescindere da ciò che è successo in campagna elettorale, per essere buona alleata degli Stati Uniti".
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