Ungheria, Magyar torna in tv dopo la vittoria: "Ci sono voluti 3 milioni di voti per avere spazio"

Il vincitore delle elezioni rompe l'isolamento mediatico durato 18 mesi e annuncia la sospensione dei palinsesti statali non appena insediato: "Tutti meritano un'informazione che sia veritiera".

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Mercoledì 15 Aprile 2026
Roma - 15 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Il vincitore delle elezioni rompe l'isolamento mediatico durato 18 mesi e annuncia la sospensione dei palinsesti statali non appena insediato: "Tutti meritano un'informazione che sia veritiera".

Il panorama politico e mediatico ungherese registra un momento di rottura con il ritorno sugli schermi della televisione pubblica di Peter Magyar, trionfatore delle elezioni di domenica scorsa. 

Il leader del partito Tisza, che non metteva piede negli studi dell'emittente statale da un anno e mezzo, ha aperto il suo intervento con una critica frontale al sistema di informazione controllato dal governo uscente.

“C’è qualcosa di strano nel fatto che l’ultima volta che sono apparso sui media pubblici è stato un anno e mezzo fa, a settembre del 2024. Ci sono voluti i voti e l’autorizzazione di oltre tre milioni di persone perché al leader del partito di opposizione più forte fosse permesso di tornare e di avere spazio in televisione”, ha esordito Magyar, sottolineando l'anomalia di un servizio pubblico che, secondo i dati del portale "Telex", ha concesso spazio agli oppositori di Viktor Orban solo 18 volte in quattro anni.

Nonostante gli intervistatori di radio e TV abbiano sostenuto di aver inviato numerosi inviti al suo schieramento nell'ultimo periodo, il probabile futuro primo ministro ha smentito seccamente tali affermazioni, ricordando di essere stato ignorato per tutta la durata della recente campagna elettorale.

Magyar ha già delineato una strategia drastica per scardinare quello che definisce un apparato di propaganda: non appena il nuovo esecutivo sarà operativo, i programmi degli organi di informazione statali verranno sospesi. Questa misura estrema servirà a preparare il terreno per una riforma strutturale della legge sui media.

“Non si tratta di me, ma del fatto che tutti meritano un servizio pubblico che informi in modo veritiero”, ha spiegato il leader ungherese, intenzionato a garantire per il futuro un'informazione realmente imparziale e scollegata dal controllo politico.


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