
- Prima Notizia 24
- Venezia - Venerdì 8 Maggio 2026
Venezia, Salvini alla Biennale: "L'arte non conosce censure, basta polemiche e boicottaggi"
Il vicepremier difende l'autonomia della Fondazione e attacca l'Europa sul caso del Padiglione russo. Spazio anche ai temi interni alla Lega: "Zaia a pranzo da Marina Berlusconi? Non siamo una caserma".
Matteo Salvini ha scelto i Giardini della Biennale di Venezia per lanciare un messaggio di distensione e difesa della libertà artistica. Il vicepremier ha dichiarato di essere presente "per Venezia e per la Biennale e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale".
Secondo il leader della Lega, la cultura deve restare separata dai fronti bellici: "Godiamoci l'arte, godiamoci gli artisti al di là delle polemiche, delle bandiere, dei boicottaggi perché un giorno c'è quello sulla Russia, poi su Israele, poi c'è il boicottaggio sugli Stati Uniti".
Salvini ha espresso pieno sostegno alla linea del presidente Pietrangelo Buttafuoco, ribadendo che "l'arte, come lo sport, debbano essere esenti da conflitti. Non penso che gli artisti americani, cinesi, israeliani o russi siano portavoce di conflitti in corso".
Durissimo l'attacco rivolto all'Unione Europea in merito alle pressioni per l'apertura del Padiglione russo: "È volgare. È come dire 'non fai quello che ti dico' allora 'ti tolgo i soldi', come i bambini che perdono sul campo di pallone e vanno via col pallone. Possiamo fare a meno dei loro 2 milioni di euro".
Per il ministro, realtà come la Biennale devono servire a riavvicinare i popoli: "Io penso che l'arte non debba conoscere né censure, né bavaglio, né boicottaggio, né chiusure".
A margine della visita, Salvini ha risposto anche alle domande dei cronisti sul recente incontro tra il governatore Luca Zaia e Marina Berlusconi, smentendo timori di scissioni o addii: "No, ma non scherziamo. Fa bene se parla di editoria con uno dei principali editori italiani, con chi ne deve parlare?". Ha poi concluso sottolineando la libertà d'azione all'interno della Lega: "Non siamo una caserma, siamo un movimento con migliaia di eletti che giustamente incontrano, fanno, dicono, vanno a pranzo, a cena, a colazione. Non è che mi debbano raccontare cosa vanno a fare".
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