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  • Venezia - Venerdì 8 Maggio 2026

Venezia, scontri al corteo Pro Pal: manifestanti tentano di sfondare cordone di sicurezza

Alta tensione durante la protesta contro la presenza di Israele alla Biennale. La polizia respinge i manifestanti con i manganelli. Salvini ai Giardini: "L'arte non conosce censure né boicottaggi".

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Momenti di forte tensione questo pomeriggio a Venezia, nei pressi dell’Arsenale, dove un corteo pro Palestina composto da circa 2.000 persone ha tentato di sfondare il cordone di sicurezza delle forze dell'ordine.

Gli attivisti, partiti da via Garibaldi intorno alle 17 per protestare contro la partecipazione di Israele alla Biennale, sono stati bloccati dalla polizia che ha respinto il tentativo di sfondamento anche con l'uso dei manganelli.

Dopo alcuni minuti di scontro fisico, i manifestanti si sono allontanati e la situazione è tornata alla calma.

Proprio in concomitanza con le proteste, il vicepremier Matteo Salvini è arrivato ai Giardini della Biennale per visitare i padiglioni, lanciando un messaggio volto a smorzare le polemiche: "Sono qui per Venezia e per la Biennale e per mettere il mio mattoncino per porre fine a polemiche che non dovrebbero coinvolgere una realtà straordinaria come la Fondazione Biennale".

Il ministro ha espresso una netta condanna verso ogni forma di esclusione artistica legata ai conflitti internazionali: "Godiamoci l'arte, godiamoci gli artisti al di là delle polemiche, delle bandiere, dei boicottaggi perché un giorno c'è quello sulla Russia, poi su Israele, poi c'è il boicottaggio sugli Stati Uniti".

Salvini ha poi criticato duramente l'atteggiamento dell'Europa sulla questione del Padiglione russo: "È volgare. È come dire 'non fai quello che ti dico' allora 'ti tolgo i soldi', come i bambini che perdono sul campo di pallone e vanno via col pallone. Possiamo fare a meno dei loro 2 milioni di euro".

Rispondendo ai giornalisti sull'assenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli all'inaugurazione di domani, ha aggiunto: "Ognuno fa quello che ritiene. Io rispetto la sensibilità degli altri, mi aspetto che gli altri rispettino la mia", ribadendo che "l'arte non debba conoscere né censure, né bavaglio, né boicottaggio, né chiusure".

Infine, il vicepremier ha confermato la sua intenzione di visitare i padiglioni più discussi, tra cui quello israeliano e quello russo, elogiando il lavoro del presidente Pietrangelo Buttafuoco. Ha inoltre minimizzato le voci di frizioni interne alla Lega dopo l'incontro tra Zaia e Marina Berlusconi: "Non siamo una caserma, siamo un movimento con migliaia di eletti che giustamente incontrano, fanno, dicono".

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