
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 8 Maggio 2026
Voli cancellati, Bruxelles contro i vettori: il prezzo del kerosene non è una scusa
Nuova comunicazione della Commissione UE sui diritti dei viaggiatori: le compagnie non possono negare i risarcimenti citando i rincari energetici. Risarcimenti e assistenza restano obbligatori nonostante la crisi in Medio Oriente.
I rincari dei carburanti e del kerosene innescati dalla crisi in Medio Oriente non possono essere invocati dalle compagnie aeree come motivo di esenzione dai rimborsi e dalle compensazioni a favore dei passeggeri. Lo ha messo nero su bianco la Commissione europea in una comunicazione sulle linee guida per trasporti e turismo nell'Unione, definendo i confini delle responsabilità delle società aeree a seguito della crisi in corso.
“I passeggeri restano tutelati dai diritti anche nelle cancellazioni dei voli. Hanno diritto a rimborsi, riprogrammazioni o risarcimenti, assistenza nell’aeroporto e compensazioni per le cancellazioni”, chiarisce Bruxelles.
La normativa europea è ferrea: il passeggero deve essere protetto a prescindere dalle fluttuazioni dei costi operativi delle aziende. Il punto cruciale della comunicazione riguarda la distinzione tra costi elevati e reale mancanza di materie prime. “Le compagnie aeree – afferma la Commissione – possono essere esentate da compensazioni solo se dimostrano che le cancellazioni sono state causate da circostanze straordinarie come penurie locali di carburanti. La commissione considera che gli elevati prezzi dei carburanti non vadano considerati come circostanze straordinarie”.
In altre parole, se il carburante c'è ma costa molto, la compagnia è comunque tenuta a garantire il servizio o a risarcire il cliente.
Inoltre, richiamando la Air Services Regulation, la Commissione ricorda che i vettori hanno l'obbligo “di indicare chiaramente i prezzi totali dei biglietti e di assicurare che i passeggeri non debbano subire costi inattesi”. Una misura necessaria per evitare che l'incertezza dei mercati internazionali si trasformi in una mancanza di trasparenza a danno del consumatore finale.
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