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  • Roma - Venerdì 11 Settembre 2026

Venticinque anni dall'11 Settembre, il mondo ricorda la strage. L'MI5 britannico avverte: "Il prossimo attentato forse già in preparazione"

Stati Uniti ed Europa uniti nel ricordo delle 2.977 vittime a un quarto di secolo dagli attacchi ad Al Qaeda. Mattarella: "Punto di svolta della storia". Polemiche a New York su Riad e sui veleni di Ground Zero.

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A 25 anni dal tragico 11 settembre 2001, che costò la vita a 2.977 persone stravolgendo gli equilibri geopolitici globali, l'America e le istituzioni internazionali si fermano per commemorare le vittime degli attacchi condotti dai terroristi di Al Qaeda guidati da Osama Bin Laden.

Per l'anniversario dei venticinque anni, le celebrazioni americane si dividono tra Washington e New York. Il presidente Donald Trump e la first lady Melania hanno partecipato alle commemorazioni ufficiali al Pentagono, presenziando alla deposizione di una corona di fiori al fianco del capo di Stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, del segretario alla Difesa Pete Hegseth e dell'ex segretario di Stato Condoleezza Rice.

Durante il suo intervento, Trump ha rinnovato la linea dell'amministrazione: "Oggi rinnoviamo il sacro giuramento che prestammo per la prima volta un quarto di secolo fa: non dimenticheremo mai i loro nomi. È per questo che combattiamo oggi. L'unica opzione è la vittoria".

Parallelamente, a Ground Zero il vicepresidente JD Vance ha presenziato alla lettura dei nomi insieme agli ex presidenti Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush, Bill Clinton e al sindaco di New York Zohran Mamdani, la cui presenza era stata contestata nei giorni scorsi da una petizione di familiari delle vittime.

Dal palco della cerimonia newyorchese, un parente di un caduto si è rivolto direttamente a Vance per sollecitare l'amministrazione a sostenere la causa da 1.000 miliardi di dollari intentata contro l'Arabia Saudita per i presunti legami con gli attentatori, udienza fissata a New York per il prossimo 7 ottobre.

Mentre gli US Open hanno osservato momenti di silenzio illuminando l'Arthur Ashe Stadium con il "Tribute in Light", la giornata di memoria è stata scossa dalle rivelazioni diffuse dal sindaco Mamdani sulla tossicità dell'aria a Ground Zero nei giorni successivi al crollo, documento che ha scatenato la dura reazione del sindacato dei vigili del fuoco: "Siamo increduli, è sconcertante. Ci hanno fatto morire a ogni respiro per sostenere l'economia della città", ha denunciato James Brosi, presidente della Uniformed Fire Officers Association.

Sul fronte delle analisi e della sicurezza, l'ex segretaria di Stato Hillary Clinton ha accusato la Casa Bianca di aver abbassato la guardia contro la minaccia terroristica, mentre il direttore del controspionaggio britannico MI5, Ken McCallum, ha lanciato un allarme dalle colonne dell'Independent sostenendo che "il prossimo shock strategico non assomiglierà al precedente" e che un nuovo attentato potrebbe essere già in preparazione, alimentato da gruppi statali ostili e minacce di sabotaggio cibernetico.

Ampio il coro di cordoglio e riflessione giunto dalle istituzioni italiane ed europee. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito la strage "una pagina abietta nella storia recente dell'umanità e un punto di svolta che aprì a nuovi drammi", ricordando l'alto tributo di sangue pagato dalla comunità italo-americana (a New York è stato presentato dal ricercatore Giulio Picolli un progetto indipendente dedicato alle 411 vittime di origine italiana) e sottolineando la necessità di "non cedere alla logica della guerra".

Sulla stessa linea la premier Giorgia Meloni, che ha ricordato come l'11 settembre fu colpito "tutto il mondo libero", e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha evidenziato l'importanza della prevenzione per "impedire infiltrazioni terroristiche attraverso l'immigrazione irregolare".

Messaggi di solidarietà sono giunti infine dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, dal portavoce dell'Onu Farhan Haq e dall'arcivescovo di New York Ronald Hicks, che attraverso i media vaticani ha ricordato la figura di padre Mychal Judge, il cappellano dei soccorritori riconosciuto come prima vittima ufficiale degli attacchi.

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