
- Prima Notizia 24
- Brindisi - Sabato 5 Settembre 2026
Vino, vertice a Brindisi tra Confagricoltura Puglia e il sottosegretario La Pietra: piano in tre punti contro la crisi delle giacenze
Proposte misure straordinarie per tutelare i produttori: revisione dello schedario viticolo, contrasto alle frodi e stop alle rese eccessive.
Si è tenuto questa mattina a Brindisi l'incontro tra Confagricoltura Puglia e il sottosegretario al Masaf, on. Patrizio Giacomo La Pietra, promosso dall'organizzazione agricola per portare all'attenzione del Governo le criticità del vitivinicolo regionale e alcune proposte operative.
Al centro del confronto, la crisi delle giacenze, la necessità di uno schedario viticolo certo e la lotta alle frodi, a fronte di una vendemmia 2026 qualitativamente positiva ma in un mercato ancora fiacco. Secondo il report ICQRF "Cantina Italia" al 31 luglio 2026, le giacenze nazionali di vino hanno raggiunto 42,6 milioni di ettolitri, in crescita del 6,9% sul 2025; per la Puglia il dato si attesta intorno a 4,28 milioni di ettolitri. Un quadro che, unito a una produzione regionale in crescita, rischia di pesare su prezzi e liquidità delle aziende.
"La Puglia non può permettersi di navigare a vista", ha dichiarato Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia. "Abbiamo presentato al sottosegretario La Pietra un piano su tre assi: certezza dei dati, gestione delle eccedenze e qualità. Senza uno schedario viticolo grafico aggiornato non c'è programmazione possibile: servono numeri certi su ettari, varietà e regolarità dei vigneti. Serve anche il coraggio di ridurre le rese eccessive e contrastare le frodi".
"Chiediamo al Governo e alla Regione di fare la loro parte", ha concluso Bruno. "Le misure ci sono, le risorse comunitarie pure. Serve volontà politica per attivarle subito, a tutela del reddito delle imprese, del lavoro e del futuro della filiera".
"Il Governo ha sempre sottolineato l’importanza del settore vitivinicolo e il ruolo che svolge nella crescita economica del Paese”, ha evidenziato nelle conclusioni l’on. La Pietra. “A sostegno del comparto, oltre alle campagne di promozione, il nuovo intervento per la gestione delle fitopatie, gli investimenti per l’enoturismo, la denominazione vini dealcolati e l'etichettatura per l’esportazione, abbiamo approvato la nuova legge in materia di sanzioni nel settore agroalimentare, che rende l’impianto normativo più efficace contro le frodi e l’italian sounding. Vogliamo un settore che, viste anche le criticità internazionali, punti più sulla qualità che sulla quantità.
Sul tema dell'estirpazione dei vigneti per contenere l'offerta, questa scelta oltre ad avere un impatto sui territori non gode dell'unanimità dei soggetti interessati e quindi proverei ancora a puntare su qualità, produzione e affermazione nei mercati".
La relazione consegnata a Palazzo Granafei-Nervegna delinea un intervento su tre fronti. Il primo: la Regione attivi con risorse proprie la revisione grafica dello schedario viticolo, superando i ritardi del sistema nazionale SIAN, come già fatto da Veneto, Toscana e Piemonte, per distinguere vigneti regolari e irregolari e programmare la viticoltura futura.
Il secondo fronte riguarda le giacenze: Confagricoltura Puglia chiede misure di crisi immediate, a partire da distillazione e stoccaggio privato, finanziate con la Riserva Agricola europea o con risorse nazionali e regionali, senza intaccare i fondi OCM per promozione, investimenti e ristrutturazione.
Sul tavolo anche il rilancio del "pegno rotativo", per usare le giacenze come garanzia bancaria e migliorare la liquidità delle aziende.
Il terzo fronte riguarda qualità e legalità: applicare senza deroghe il limite di 300 quintali per ettaro per i vini comuni e rafforzare i controlli contro la vinificazione illegale di uva da tavola, con una task force dedicata insieme alle forze dell'ordine. Per Confagricoltura Puglia, chi produce oltre i limiti autorizzati immette sul mercato prodotto scadente che affossa l'immagine della Puglia vitivinicola; chi trasforma illegalmente uva da tavola in vino commette una frode che deprime i prezzi e danneggia i produttori onesti.
La relazione richiama anche la necessità di una comunicazione corretta sul vino, che valorizzi il consumo moderato nel solco della Dieta Mediterranea, contrastando la narrazione allarmistica che negli ultimi anni ha alterato la percezione del prodotto, soprattutto tra i più giovani.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














