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  • Lunedì 27 Aprile 2026

Washington: Attentato al Gala, la sorella di Allen svela il profilo del killer. Trump: “Ispirato dai No Kings”

Mentre emergono dettagli sul passato dell’attentatore Cole Tomas Allen, il Presidente accusa la radicalizzazione anticristiana e si scaglia contro i media durante la prima intervista dopo l’attacco.

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Le indagini sul drammatico attacco avvenuto durante la cena di gala dei corrispondenti della Casa Bianca si concentrano sul profilo di Cole Tomas Allen.

Il Secret Service ha interrogato la sorella dell’attentatore, la quale ha descritto un trascorso segnato da dichiarazioni estremiste e commenti politicamente radicali. Secondo la donna, il fratello nutriva il desiderio di “fare qualcosa per i problemi del mondo”.

Allen, che nel 2017 era stato intervistato come brillante studente del CalTech per un progetto sulla sicurezza delle sedie a rotelle (“L'idea alla base di questo progetto è impedire qualsiasi movimento”, disse all'epoca), sembra aver subito una mutazione ideologica profonda.

Un gruppo di suoi ex studenti si è detto “sconvolto nell'apprendere la notizia”, condannando la violenza come risposta ai problemi.

Mentre sui social diventano virali le immagini contrastanti del caos — dal panico generale all'agente Michael Glantz che continuava imperturbabile a cenare sotto il tiro degli agenti — il fronte politico si spacca. I repubblicani accusano la “sinistra radicalizzata” di aver normalizzato la violenza, mentre l'ex deputato Mike Rogers sostiene che i democratici “sanno esattamente cosa stanno facendo e continuano a ispirare atti di violenza”.

In un’intervista a 60 Minutes, Donald Trump ha commentato l'accaduto con il suo consueto stile diretto, alternando ironia (“E' stato velocissimo, la Nfl dovrebbe assumerlo”) a dure accuse ideologiche. Il Presidente ha affermato che “l'aggressore era un cristiano che poi si è radicalizzato ed è diventato anticristiano”, definendolo una persona disturbata influenzata dal movimento radicale dei No Kings.

“Ci sono persone che dicono ‘Niente re’. Io non sono un re... se fossi un re non avrei a che fare con voi”, ha chiosato rivolgendosi alla stampa.

Trump ha poi difeso la moglie Melania, che ha compiuto 56 anni il giorno successivo all'attacco: “Non voglio dire che la Melania fosse spaventata perché a nessuno piace che si dica di loro che hanno paura”, elogiandone però la prontezza nel comprendere la gravità della situazione.

Il momento di massima tensione si è consumato quando l'intervistatrice ha citato il manifesto di Allen, in cui il Presidente veniva definito un criminale. La reazione di Trump è stata violentissima: “Dovresti vergognarti, non sono né un pedofilo né uno stupratore”. Il tycoon ha poi rincarato la dose contro la giornalista: “Non sono uno stupratore, né un pedofilo. E tu sei una persona orribile per aver letto queste parole. Dovresti vergognarti”, ribadendo la sua totale estraneità alle farneticazioni dell'attentatore.

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