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- Roma - Giovedì 14 Maggio 2026
Yemen, svolta umanitaria: accordo ad Amman per liberare 1.600 prigionieri
Le parti in conflitto raggiungono l'intesa più significativa dall'inizio delle ostilità. Nonostante le tensioni regionali, l'Onu ottiene il via libera dai ribelli Houthi e dal governo sostenuto dai sauditi.
Un segnale di distensione arriva dal conflitto nello Yemen, dove le fazioni contrapposte hanno siglato un'intesa storica per la liberazione di 1.600 prigionieri.
L'accordo è stato raggiunto durante una serie di incontri tenutisi ad Amman, in Giordania, sotto l'egida delle Nazioni Unite.
Il patto vede come protagonisti i ribelli Houthi, che detengono il controllo del nord del Paese con il sostegno dell'Iran, e il governo yemenita internazionalmente riconosciuto, appoggiato dall'Arabia Saudita.
La firma assume una rilevanza geopolitica ancora maggiore poiché giunge in un momento di estrema tensione tra Teheran e Riyadh a causa della più ampia crisi in Medio Oriente.
L'entità numerica del rilascio segna un record assoluto nella storia diplomatica della crisi yemenita. L'inviato speciale delle Nazioni Unite, Hans Grundberg, ha infatti sottolineato l'eccezionalità del risultato raggiunto dai negoziatori: “Si tratta del più grande rilascio concordato di detenuti legati al conflitto in qualsiasi ciclo di negoziati tra le parti dall’inizio dell’attuale conflitto in Yemen”.
Il successo dei colloqui di Amman rappresenta un passo fondamentale per alleviare le sofferenze umanitarie legate alla guerra e potrebbe costituire una base per futuri sviluppi nel processo di pace. Sebbene le divergenze politiche rimangano profonde, l'implementazione di questo scambio di prigionieri è vista dalla comunità internazionale come una dimostrazione di volontà nel mantenere aperti i canali di dialogo.
L'azione dell'Onu si conferma determinante nel facilitare un accordo che, oltre al valore simbolico, restituisce la libertà a oltre mille persone coinvolte da anni nei combattimenti che devastano il Paese.
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