"Caro Berlusconi, preferisco la concretezza e la moderazione di Giorgia Meloni".
 Lettera-aperta del sociologo e scrittore Prof. Rocco Turi a Silvio berlusconi, dopo le ultime "uscite pubbliche" del leader di Forza Italia sulla guerra in Ucraina. Per la prima volta- scrive lo studioso- devo dissentire dalle cose dette dal Presidente Berlusconi.
di Rocco Turi
Lunedì 13 Febbraio 2023
Roma - 13 feb 2023 (Prima Notizia 24)
 Lettera-aperta del sociologo e scrittore Prof. Rocco Turi a Silvio berlusconi, dopo le ultime "uscite pubbliche" del leader di Forza Italia sulla guerra in Ucraina. Per la prima volta- scrive lo studioso- devo dissentire dalle cose dette dal Presidente Berlusconi.

Un giorno Berlusconi disse che se ad un certo punto della vita avesse espresso frasi incoerenti e contraddittorie, i suoi amici avrebbero dovuto renderlo consapevole.

 

Non è solo una questione di età ma - presi da qualche interesse evidente o recondita passione - a tutti può capitare di osservare il mondo attraverso visioni personalistiche che si contraddicono con la realtà.

 

In molti avranno notato come in questi ultimi mesi Berlusconi dica tutto e il contrario di tutto, incominciando dal momento in cui Giorgia Meloni si insediò come Presidente del Consiglio.

 

All’epoca Berlusconi non gradì che Giorgia Meloni occupasse il posto che solo lui riteneva di meritare ed ecco una serie di interventi inopportuni ben noti i quali, piuttosto che favorire il nascente Governo, furono capaci di creare frequenti dissapori.

 

 Tutti avranno notato che in questi mesi Berlusconi continui a pontificare attraverso le sue reti e giornali interessati alle critiche contro il Governo.

 

D’altra parte le stesse reti televisive, a cui viene quasi imposto un collegamento dalla sua casa, eseguono “la pratica” come atto dovuto. Trattando Berlusconi alla stregua di mina vagante, il resto del Governo - guidato dall’intelligenza politica di Giorgia Meloni - ha così deciso di arginare i suoi interventi come opinione personale.

 

 

Contraddicendosi rispetto al passato, l’uscita di ieri è che Berlusconi non sarebbe più d’accordo a cambiare i vertici della Rai nonostante lo scempio perpetrato sul festival di Sanremo, ma questa è poca cosa.

 

 La “spiritosaggine” a cui si è dedicato oggi, tanto per scagliarsi contro il Governo di cui fa parte, è che lui - Berlusconi - non avrebbe mai parlato con Zelenski perché sarebbe sua la responsabilità della guerra in Ucraina.

 

Senza entrare nella polemica, Palazzo Chigi ha così dovuto intervenire per confermare il “convinto sostegno all’Ucraina”.

 

Non solo, nel giorno delle elezioni regionali in Lombardia e Lazio, Berlusconi ha sentito la necessità di dare il suo contributo a favore dell’opposizione.

 

 Credo che a questo punto i suoi amici dovrebbero avvertirlo; d’altra parte, Berlusconi si ritiene uno statista e - da “statista” - non dovrebbe disturbare il Governo di cui egli fa parte e Giorgia Meloni guida per far risorgere il nostro Paese dalle umiliazioni subite attraverso i governi della sinistra.


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