
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 18 Agosto 2026
"Gli animali non sono giocattoli": Leal e il mondo dello spettacolo uniti contro gli abbandoni estivi
In Italia si stimano 130mila casi all'anno con il picco nel mese di agosto. La campagna "Fuori il traditore" chiede la condanna sociale per i colpevoli.
In Italia si stima l'abbandono annuale di circa 130.000 animali domestici, suddivisi tra 80.000 cani e 50.000 gatti, con pesanti ripercussioni d'ordine etico, sanitario e di sicurezza pubblica. In un quadro in cui agosto si conferma come il mese peggiore dell'anno per il picco di casi registrati, la Leal (Lega Antivivisezionista) ha rilanciato la campagna nazionale "Fuori il traditore", nata per contrastare il fenomeno e promuovere una cultura della responsabilità.
Per l'edizione di quest'anno la Lega ha spiegato che "Igor Righetti (Rai) insieme al pet influencer Byron Righetti e Lorenzo Castelluccio (Rai) hanno realizzato uno spot tenero e coraggioso, che chiama l'abbandono col suo nome: una condanna a morte verso un familiare".
Il fondatore di Becomedy, Marco di Pinto, ha scelto di coniugare sensibilità e ironia per descrivere un gesto privo di umanità.
L'iniziativa fa seguito alle collaborazioni degli anni scorsi, quando Ornella Muti e Naike Rivelli hanno realizzato un filmato ad alto impatto emotivo per raccontare lo strazio del randagismo, Massimo Wertmuller ha prestato la voce all'ululato di dolore degli animali condannati a fame e paura, e Flavio Insinna ha mostrato Ugolina, la gattina sottratta alla strada.
L'obiettivo prioritario dell'iniziativa è trasformare la percezione sociale del reato e dare voce sia agli animali abbandonati sia alle persone coinvolte in incidenti stradali causati da questo crimine, ricordando che la legge punisce l'abbandono con pene fino a 3 anni di reclusione, sanzioni fino a 30.000 euro e la sospensione della patente.
"Una società evoluta e coesa condanna i crimini, non li normalizza. Per questo abbiamo deciso di ribaltare il paradigma dell'abbandono. Desideriamo che a essere lasciati ai margini della società siano i colpevoli di queste azioni turpi, non le vittime", è il messaggio corale sottoscritto dalla Leal e dagli artisti sostenitori.
Sul punto è intervenuto anche il presidente dell'associazione, Gianmarco Prampolini, sottolineando che "questo reato deve essere condannato dalla coscienza collettiva. La percezione dell'abbandono come reato deve ancora sedimentare nella nostra società".
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