
- Prima Notizia 24
- Aosta - Mercoledì 12 Agosto 2026
Il caldo sulle Alpi frena le marmotte, con le alte temperature rinunciano al gioco
Lo studio del Parco Nazionale Gran Paradiso a Orvieilles: sopra i 21 gradi azzerate le interazioni sociali nei giovani. A rischio lo sviluppo e la riproduzione.
Le diffuse ondate di calore che stanno interessando l'arco alpino alterano in modo significativo i comportamenti della fauna selvatica, spingendo le marmotte a rinunciare alle consuete attività ludiche e sociali. È quanto emerge da uno studio condotto nell'area di ricerca di Orvieilles, in Valsavarenche, all'interno del Parco Nazionale Gran Paradiso, e pubblicato sulla rivista Animal Behaviour.
La ricerca, intitolata "Too warm to play: temperature selectively constrains social behaviour in the Alpine marmot, Marmota marmota",porta la firma della ricercatrice Caterina Ferrari insieme a Diego Rastelli, Maria Paniw e Achaz von Hardenberg, basandosi sul monitoraggio di lungo corso avviato nell'area protetta nel 2006.
L'indagine, svolta attraverso 189 ore di osservazione diretta su 83 esemplari suddivisi in 14 nuclei familiari, ha analizzato 667 interazioni sociali, rilevando una drastica contrazione del gioco tra i giovani all'innalzarsi delle temperature. Se l'attività ricreativa registra il proprio picco attorno ai 12,8 gradi, tende poi a ridursi rapidamente con il caldo fino ad azzerarsi quasi completamente una volta superata la soglia dei 21 gradi.
Gli studiosi sottolineano come per la marmotta alpina il gioco rappresenti un fattore chiave per l'apprendimento delle competenze motorie e relazionali. La sua drastica riduzione dovuta al riscaldamento globale rischia quindi di compromettere lo sviluppo dei giovani individui, condizionando in prospettiva dinamiche cruciali della vita adulta come la capacità di difesa del territorio e le dinamiche riproduttive.
Il fenomeno testimonia così un impatto precoce del cambiamento climatico che altera l'etologia e l'impiego del tempo delle specie montane ben prima di manifestare effetti visibili sui tassi di mortalità o sulla consistenza numerica delle popolazioni.
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