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- Roma - Giovedì 20 Agosto 2026
A Miami il futuro con Waymo senza pilota (ma a Roma e Napoli reggerebbe?)
Le Jaguar I-Pace senza conducente conquistano la metropoli americana, ma l'ipotesi di un loro approdo in Italia resta una scommessa complicata.
di Gianluca Bardelli
Il futuro della mobilità urbana ha ufficialmente preso forma tra i grattacieli e le palme di Miami: i robotaxi a guida autonoma di Waymo, realizzati su base Jaguar I-Pace 100% elettrica, sono ormai una realtà quotidiana.
L'azienda del gruppo Alphabet ha scelto una delle metropoli più dinamiche (e dal traffico notoriamente caotico) degli Stati Uniti per espandere il proprio servizio di trasporto completamente driverless. Nessun conducente umano al volante, nessun pedale mosso da un pilota in carne e ossa: la vettura affronta incroci, pedoni e acquazzoni tropicali in totale autonomia.
L'esperienza d'uso passa direttamente dallo smartphone tramite l'applicazione Waymo One. All'arrivo della vettura, le portiere si sbloccano via app e ci si accomoda sul sedile posteriore in totale privacy.
Il servizio copre un'ampia area della metropoli includendo zone iconiche come Brickell, Wynwood, Downtown, Design District e Coral Gables, con tariffe competitive rispetto ai servizi tradizionali come Uber o Lyft: mediamente, una corsa di circa 30 minuti costa intorno ai 25 dollari, variando in base all'orario e al traffico.
La sicurezza è affidata a una rete integrata di sensori LiDAR, radar ad alta risoluzione e telecamere capaci di analizzare l'ambiente a 360 gradi, permettendo al veicolo di interpretare il traffico con una precisione chirurgica e di ridurre drasticamente la percentuale di incidenti rispetto alla guida umana.
Se le griglie regolari e le ampie strade di Miami rappresentano il terreno ideale per la guida autonoma, trasportare questa tecnologia nelle metropoli italiane trasformerebbe l'esperimento in una vera missione impossibile. Immaginare una Jaguar Waymo districarsi tra l'anarchia di Piazza Garibaldi a Napoli o nel caos delle rotonde di Roma sud farebbe impazzire persino il LiDAR più avanzato.
Tra sanpietrini bagnati, auto in doppia fila, scooter che sfidano le leggi della fisica e la necessità di decodificare precedenze basate sul semplice contatto visivo tra guidatori, l'intelligenza artificiale finirebbe probabilmente per accostare e chiedere pietà.
Dopo le sperimentazioni e il successo consolidato in città come Phoenix, San Francisco e Los Angeles, lo sbarco a Miami dimostra che la guida autonoma di Livello 4 non è più un test di laboratorio, ma una solida realtà commerciale. Salire a bordo regala una sensazione straniante che si trasforma in pura normalità nel giro di pochi minuti. Ma finché un algoritmo non imparerà a gestire un parcheggio a spinta nel quartiere Prati o la svolta su Corso Umberto I, la vera prova di maturità della guida autonoma resta ancora tutta da scrivere.
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