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  • Roma - Martedì 15 Settembre 2026

A San Lorenzo la musica incontra Villa Mercede: da Bach a Morricone

A Roma “Note d’Estate a Villa Mercede” con il soprano Marzia Sporeno e il pianista Roberto Dioletta. Un percorso musicale tra repertorio classico, Novecento, cinema e musica sacra.

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A San Lorenzo la musica incontra Villa Mercede: da Bach a Morricone
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Ci sono luoghi di Roma che sembrano fatti per ospitare la musica senza bisogno di costruire una scenografia. Villa Mercede, nel cuore di San Lorenzo, è uno di questi. Uno spazio verde inserito nella vita quotidiana del quartiere, a poca distanza dal monumento ai caduti, che con “Note d’Estate a Villa Mercede” diventa punto d’incontro tra musica e città.

Al centro del concerto il soprano Marzia Sporeno e il pianista Roberto Dioletta, impegnati in un programma costruito come un viaggio attraverso epoche e linguaggi differenti.

La scelta del repertorio attraversa infatti alcuni dei nomi fondamentali della storia della musica, da Haendel a Johann Sebastian Bach, da Mozart a Schubert, passando per Verdi, Bellini e Bizet. Un percorso che mette in dialogo la vocalità con il pianoforte e accompagna l’ascoltatore tra pagine molto diverse per stile e sensibilità.

La seconda parte amplia ulteriormente l’orizzonte musicale. Entrano nel programma Fernando Germani e Vladimir Vavilov, insieme ai Procol Harum, prima di arrivare a un terreno particolarmente familiare anche al pubblico meno vicino al repertorio classico: quello delle colonne sonore e della musica capace di legarsi alle immagini.

Trovano così spazio le composizioni di Nino Rota ed Ennio Morricone, insieme alla musica sacra contemporanea di monsignor Marco Frisina. Mondi differenti che, accostati nella stessa serata, raccontano quanto sia diventato difficile — e forse poco utile — tracciare confini rigidi tra musica colta, cinema e sensibilità contemporanea.

Il concerto assume però un significato che va oltre il programma.

Portare la musica all’interno di una villa pubblica significa restituirle anche una dimensione quotidiana. Non soltanto sale da concerto e teatri, dunque, ma luoghi attraversati normalmente da famiglie, giovani, anziani e abitanti del quartiere.

È una forma di cultura di prossimità che a San Lorenzo assume un valore particolare. Un quartiere dalla forte identità popolare e universitaria, segnato dalla storia e allo stesso tempo attraversato continuamente da nuove generazioni e nuovi linguaggi.

Il pubblico riunito nei giardini di Villa Mercede diventa così parte dello stesso paesaggio urbano nel quale si inseriscono le note. Non serve necessariamente conoscere una partitura per lasciarsi incuriosire da Mozart o Verdi, così come una melodia di Morricone può diventare la porta attraverso la quale avvicinarsi a un repertorio più ampio.

La manifestazione è promossa da Roma Capitale, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Luoghi Comuni, con il supporto dell’Accademia Musicale del Lazio APS-ETS.

L’esperienza di Villa Mercede suggerisce soprattutto una riflessione semplice: la cultura può trovare spazio anche fuori dai suoi luoghi tradizionali. Può entrare in un giardino, mescolarsi ai rumori di un quartiere e incontrare persone che magari non avrebbero programmato una serata in una sala da concerto.

Ed è forse proprio questa la dimensione più interessante di “Note d’Estate a Villa Mercede”: utilizzare la musica non come elemento separato dalla città, ma come occasione per abitarla in maniera diversa. Per qualche ora un giardino pubblico non è soltanto un luogo da attraversare, ma diventa uno spazio nel quale fermarsi e ascoltare. (R.S.)

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