
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 8 Settembre 2026
Allarme Onu per il prossimo Super El Niño: 50 milioni di persone in più a rischio fame
Il Programma Alimentare Mondiale stima che entro la fine del 2027 fino a 274 milioni di persone potrebbero versare in grave insicurezza alimentare. Gli effetti del fenomeno climatico saranno disomogenei e colpiranno soprattutto i Paesi già fragili.
Il prossimo Super El Niño rischia di aggravare drasticamente la sicurezza alimentare globale tra la fine del 2026 e il 2027. Secondo le stime del Programma alimentare mondiale (PAM) delle Nazioni Unite, il fenomeno di riscaldamento anomalo delle acque dell'Oceano Pacifico tropicale potrebbe spingere circa 50 milioni di persone in più verso condizioni di grave insicurezza alimentare, portando il totale a 274 milioni di individui distribuiti in 45 Paesi.
L'impatto agricolo ed economico di El Niño non si manifesterà tuttavia in modo uniforme su scala globale. Se da un lato l'aumento delle temperature e la riduzione delle precipitazioni minacciano i raccolti in America Centrale e Meridionale, nei Caraibi, nell'Africa meridionale e in parte dell'Asia, dall'altro alcune regioni potrebbero beneficiare di piogge favorevoli.
Studi scientifici pubblicati su Nature evidenziano come il fenomeno possa persino incrementare la resa media globale della soia, mantenendo incerti ma non necessariamente negativi gli esiti su mais, riso e grano.
Dati della Commissione Europea confermano per il 2026 una produzione cerealicola nell'Africa meridionale superiore alla media quinquennale, con prospettive positive anche per parti di Nord Africa, Medio Oriente e Asia meridionale. I rischi maggiori si concentrano quindi nelle aree geografiche in cui le anomalie meteorologiche vanno a sovrapporsi a contesti già segnati da povertà, conflitti armati e instabilità economica.
In Paesi come Sudan e Sud Sudan, ma anche in diverse zone dell'Africa orientale e dei Caraibi, la perdita dei raccolti di base rischia di innescare impennate dei prezzi dei generi alimentari e dei fertilizzanti impossibili da assorbire per le popolazioni locali.
La portata reale dell'emergenza non dipenderà esclusivamente dalle variabili climatiche, ma dalla capacità delle economie locali di mitigare gli shock. I prossimi mesi saranno fondamentali per valutare la tenuta dei mercati agricoli e l'efficacia dei piani di ausilio umanitario nelle regioni storicamente più vulnerabili.
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