
- Prima Notizia 24
- Martedì 28 Aprile 2026
Anemia negli anziani: il rischio demenza sale del 66%. Scoperto legame diretto con l'Alzheimer
Uno studio della Sapienza di Roma e del Karolinska di Stoccolma svela come la carenza di emoglobina favorisca l'accumulo di biomarcatori neurodegenerativi. Uomini più colpiti.
Soffrire di anemia dopo i 60 anni potrebbe rappresentare un serio fattore di rischio per lo sviluppo di patologie neurodegenerative.
Un recente studio internazionale, frutto della collaborazione tra la Sapienza Università di Roma e il Karolinska Institutet di Stoccolma, ha rivelato che gli anziani anemici presentano una probabilità del 66% superiore di ammalarsi di demenza rispetto a chi ha valori normali di emoglobina.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Jama Network Open, getta nuova luce sui meccanismi che collegano l'ossigenazione del sangue alla salute del cervello.
L'anemia, condizione che colpisce circa un over-65 su dieci, è caratterizzata dalla carenza di emoglobina, la proteina dei globuli rossi responsabile del trasporto dell'ossigeno.
Analizzando per oltre dieci anni un campione di 2.282 adulti residenti a Stoccolma, i ricercatori hanno riscontrato non solo un aumento dell'incidenza della demenza (362 casi registrati nel periodo dello studio), ma anche una presenza significativa nel sangue di biomarcatori tipici dell'Alzheimer.
Bassi livelli di emoglobina sono risultati infatti correlati a un incremento di proteine associate al danno cellulare e all'infiammazione cerebrale, con un'incidenza particolarmente marcata tra la popolazione maschile.
Secondo gli esperti, la spiegazione risiederebbe nello stress prolungato a cui sono sottoposte le cellule cerebrali a causa della ridotta ossigenazione. Nel tempo, questo deficit danneggerebbe i vasi sanguigni portando a una graduale perdita di neuroni.
Questa ipotesi è supportata da esami di neuroimaging che, in soggetti anemici, mostrano una riduzione del volume cerebrale e chiari segni di danno ai tessuti. I risultati dello studio suggeriscono quindi l'importanza di monitorare con attenzione i livelli di ferro e emoglobina nella terza età non solo per contrastare stanchezza e pallore, ma come vera e propria strategia di prevenzione neurologica.
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