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  • Roma - Mercoledì 6 Maggio 2026

Antimafia, Libera: "Usare il 2% del Fondo Unico Giustizia per riutilizzo sociale dei beni confiscati"

Presentata in Commissione Parlamentare la campagna "Con il 2% Diamo linfa al bene". Oltre 100mila firme per chiedere che una quota del FUG sia destinata stabilmente agli investimenti strutturali e alla gestione dei beni sottratti alle mafie.

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Si è svolta stamattina l’audizione di Libera presso il II Comitato della Commissione Parlamentare Antimafia, focalizzata sulla gestione dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.

Al centro del confronto, la campagna “Con il 2% Diamo linfa al bene”, che ha già raccolto oltre 100mila cartoline firmate dai cittadini.

La proposta è chiara: destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia (FUG) agli investimenti necessari per rendere i beni confiscati immediatamente operativi e sostenibili nel tempo.

A trent'anni dalla legge 109/96, l'Italia conta 1332 esperienze di riuso sociale che hanno trasformato ex covi criminali in presìdi di democrazia. Tuttavia, la sfida resta la fase di avvio e la manutenzione di queste strutture.

“Chi gestisce beni confiscati”, ha commentato Tatiana Giannone, responsabile beni confiscati di Libera, “e chi se ne prende cura per conto dell’intera comunità, racconta quanto sia importante stanziare risorse adeguate non solo per la rifunzionalizzazione dei beni immobili, ma anche per supportare la fase di avvio delle attività e la continuità delle tante delle pratiche di riuso”.

Attualmente, le risorse del FUG vengono ripartite tra i Ministeri dell'Interno, della Giustizia e il bilancio statale. Secondo Libera, integrare questa ripartizione con una quota fissa per il sociale permetterebbe un salto di qualità decisivo.

“Se anche solo una piccola parte di queste risorse venisse messo a servizio della comunità che gestisce beni confiscati, in maniera continuativa e stabile”, ha sottolineato Giannone, “si potrebbero sostenere esperienze di inclusione e coesione in tutta Italia, facendo veramente cambiare volto ai patrimoni illeciti”.

L'audizione si è conclusa con la richiesta formale di avviare un iter parlamentare per trasformare questa proposta in realtà legislativa.

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