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  • Roma - Mercoledì 6 Maggio 2026

Energia, Folgori (FEOLI): bene il taglio delle accise, ma senza un piano Ue il caro carburanti rischia di travolgere famiglie e imprese

Il presidente di FEOLI promuove l’intervento del governo sui carburanti, giudicato più efficace sul diesel, ma avverte: senza una risposta straordinaria di Bruxelles su energia, Patto di stabilità e sostegno a trasporti e logistica, il rischio è una nuova impennata di inflazione e un duro colpo alla crescita.

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Un segnale positivo, ma non ancora sufficiente. Enrico Folgori, presidente di FEOLI, la Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata, valuta favorevolmente l’intervento del governo sul costo dei carburanti, sottolineando in particolare la scelta di agire in maniera più incisiva sul diesel, oggi centrale per la mobilità delle imprese, della logistica e di una parte rilevante del sistema produttivo italiano.

Il provvedimento dell’esecutivo si inserisce in una fase di forte pressione sui mercati energetici e ha previsto un taglio delle accise più consistente sul gasolio rispetto alla benzina, con una misura a carattere temporaneo che nelle comunicazioni pubbliche è stata collegata alla finestra di maggio, anche se la copertura operativa è stata descritta attraverso passaggi successivi.

Proprio questa natura non strutturale dell’intervento, secondo Folgori, impone ora un salto di scala politico ed economico che non può essere lasciato soltanto ai singoli governi nazionali.

Per il presidente di FEOLI, il punto decisivo riguarda ciò che potrà accadere una volta esaurito l’effetto immediato del taglio. Se la crisi internazionale dovesse continuare a spingere verso l’alto i costi dell’energia, l’impatto si scaricherebbe rapidamente su imprese, trasporti, logistica e consumi, con il concreto pericolo di trasferire il rincaro dei carburanti sui prezzi finali dei beni e dei servizi.

Da qui l’appello rivolto direttamente a Bruxelles. Folgori chiede un intervento europeo deciso e straordinario, che consenta da un lato margini ulteriori rispetto ai vincoli di bilancio per fronteggiare l’emergenza energetica e dall’altro metta in campo strumenti eccezionali, capaci di proteggere famiglie e sistema produttivo in una fase segnata da tensioni geopolitiche e instabilità dei mercati.

In questo scenario, la questione energetica non riguarda più soltanto il costo alla pompa, ma investe la tenuta complessiva della crescita, del Pil, della competitività industriale e dell’equilibrio sociale.

Il nodo, nella lettura di FEOLI, è particolarmente delicato per la filiera della logistica integrata, che rappresenta uno snodo essenziale tra approvvigionamenti, distribuzione, mobilità delle merci e continuità del sistema economico. Un aumento prolungato di carburanti, gas ed elettricità rischierebbe infatti di comprimere i margini delle aziende, rallentare i flussi, spingere verso l’alto i costi di trasporto e alimentare una nuova spirale inflazionistica.

Per questo il giudizio sull’intervento del governo resta positivo ma condizionato a un passaggio ulteriore: la vera risposta, secondo Folgori, deve ora arrivare dall’Europa. Senza una scelta rapida e coordinata, avverte il presidente di FEOLI, l’emergenza energia rischia di trasformarsi in una crisi economica e sociale capace di mettere in difficoltà centinaia di migliaia di famiglie e interi comparti produttivi.

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