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  • Roma - Mercoledì 6 Maggio 2026

Maternità, rapporto Save The Children: solo il 58,2% delle madri con figli piccoli ha un impiego

L’undicesima edizione del dossier "Le Equilibriste" lancia l'allarme: "Per la prima volta un peggioramento in tutte le regioni". L’Emilia-Romagna conquista il primato di territorio più a misura di mamma, mentre al Sud la crisi occupazionale per le donne resta drammatica.

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In Italia, la nascita di un figlio continua a rappresentare un ostacolo critico per la stabilità professionale delle donne: solo il 58,2% delle madri con figli in età prescolare ha oggi un impiego.

A denunciarlo è l’undicesima edizione del rapporto "Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026", diffuso da Save the Children, che evidenzia come la penalizzazione associata alla maternità nel nostro Paese sia pari al 33%.

Un dato allarmante emerge dall'analisi territoriale: "Per la prima volta si registra un peggioramento della situazione lavorativa in tutte le regioni del Paese".

Sebbene l'occupazione generale sia in crescita, le madri restano ai margini di questo trend: nel 2025 l'aumento dell'occupazione per le donne con figli minori è stato appena dello 0,1%, contro lo 0,9% degli uomini nelle stesse condizioni.

Nel settore privato, il 25% delle madri under 35 abbandona il mercato del lavoro nell'anno della nascita del primo figlio. Il divario è netto anche nei livelli di inattività tra i genitori più giovani (20-29 anni): è inattivo il 59,8% delle madri (dato che sale al 70% con due o più figli), a fronte di un esiguo 6,2% dei padri.

Ancora più critico il dato sulle mamme tra i 15 e i 29 anni: il 60,9% non studia e non lavora, contro l'11,3% dei padri.

La geografia della maternità vede un cambio al vertice: l'Emilia-Romagna è la Regione più "mother-friendly", sorpassando la Provincia Autonoma di Bolzano, seguita dalla Valle D'Aosta.

Si osservano però significativi rimescolamenti nella classifica: il Piemonte mostra segnali di miglioramento salendo dal 12° all'8° posto, mentre arretrano vistosamente il Lazio (dal 6° al 9°), il Veneto (dal 9° al 12°) e il Friuli-Venezia Giulia, che scivola dall'8° al 13° posto. Anche il Molise perde terreno scendendo al 17°.

Nel Mezzogiorno l’Abruzzo si conferma la regione meglio posizionata (14°), mentre la Sicilia chiude la classifica nazionale all'ultimo posto, preceduta da Puglia e Basilicata.

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