
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 8 Maggio 2026
Arte e denuncia sociale, blitz di Laika tra Roma e Bruxelles: "Ue e Italia complici di Israele"
Alla vigilia della Giornata dell'Europa, la street artist affigge tre opere nelle capitali per denunciare l'asse tra i governi e Tel Aviv. L'iniziativa sostiene la campagna "Justice for Palestine" per la sospensione degli accordi commerciali.
All'alba di stamani, in concomitanza con i preparativi per la Giornata dell'Europa, la street artist Laika ha colpito simultaneamente a Roma e Bruxelles.
L'obiettivo del doppio blitz è denunciare, attraverso tre nuove installazioni, quella che l'artista definisce la "complicità dell'Unione Europea e del Governo Italiano con Israele".
L'azione è stata realizzata in collaborazione con Justice for Palestine, l'iniziativa dei cittadini che preme per la fine dell'accordo di associazione tra l'Ue e lo Stato ebraico.
Nella Capitale, davanti agli uffici del Parlamento Europeo in via Quattro Novembre, l'opera "Close friends" mostra Giorgia Meloni stringere la mano a un colono israeliano, riprendendo l'immagine di un'aggressione ai danni di contadini palestinesi.
Laika non usa mezzi termini: "Il Governo italiano è stato uno dei principali ostacoli per arrivare a sanzioni efficaci nei confronti dello stato di Israele".
Contemporaneamente, a Bruxelles, il poster "A bloodthirsty love" ritrae un bacio tra Benjamin Netanyahu e Ursula von der Leyen, immagine scelta per "testimoniare la complicità dell'Ue con Israele".
In entrambe le città è comparsa anche l'opera "Dikè: Justice in danger", che raffigura la dea della Giustizia sequestrata da soldati dell'Idf.
L'operazione artistica si inserisce nel solco della raccolta firme che ha già superato il milione di adesioni per isolare diplomaticamente ed economicamente Israele a causa della "palese violazione dei diritti umani e del diritto internazionale con cui agisce a Gaza e nei territori occupati, tra il genocidio dei palestinesi nella Striscia e il regime di apartheid a cui sono sottoposti in Cisgiordania".
Laika ha ribadito che l'arma della pressione economica è fondamentale in questa fase: "Colpire l'economia dell'apartheid e del genocidio, a cominciare dal mercato delle armi, è lo strumento di lotta non violenta più efficace che ci sia per fermare i crimini di Israele e il progetto di cancellazione dei palestinesi".
L'artista ha infine chiesto la liberazione di due attivisti della Global Sumud Flotilla, sostenendo che siano stati "sequestrati illegalmente da Israele in acque internazionali".
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24














