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  • Roma - Venerdì 23 Ottobre 2026, 16:20

Attiviste italiane fermate in Cisgiordania verso l'espulsione immediata e il rimpatrio. Tajani: "Fermo inaccettabile, nessun reato"

Le cinque connazionali bloccate dall'esercito israeliano durante la raccolta delle olive trasferite all'Autorità per l'immigrazione. Il ministro degli Esteri ne chiede la liberazione immediata da Istanbul.

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Potrebbe concludersi già nelle prossime ore con l'espulsione e il rientro in patria la vicenda delle cinque attiviste italiane fermate dalle forze armate israeliane nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron.

Le diplomazie di Tel Aviv e Gerusalemme sono in costante contatto con le autorità locali, che hanno confermato il imminente trasferimento delle connazionali presso l'Autorità per l'immigrazione per completare le procedure di rimpatrio.

Le donne si trovavano in Cisgiordania per accompagnare e tutelare alcuni agricoltori palestinesi impegnati nelle operazioni di raccolta delle olive.

La notizia del loro fermo ha fatto scattare l'immediata reazione della Farnesina e del governo italiano, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che da Istanbul ha espresso parole di dura condanna per l'accaduto. "Noi italiani chiediamo la liberazione immediata delle cinque donne prese dall'esercito israeliano. Speriamo che nelle prossime ore possano essere rimandate in Italia. È inaccettabile quello che è successo, non stavano commettendo alcun reato", ha dichiarato Tajani, ribadendo l'impegno delle istituzioni per garantire la tutela e il rapido ritorno a casa delle cinque cittadine italiane.

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